CRONACHE DALLA SARDEGNA

Sarroch: il rione dei morti di tumore
"Qui ho perso genitori e colleghi"

La drammatica storia è raccontata da Daniela Mallus. La donna, 53 anni, viveva tra Sarroch e Capoterra, padre, madre, parenti e colleghi residenti tutti nella stessa strada sono morti a causa di un tumore.
il centro residenziale di su spantu 2 foto anedda
Il centro residenziale di Su Spantu 2 - foto Anedda

«Sono tutti morti di tumore, mio padre, i suoi colleghi, mia madre, mia nonna, mia zia, tutti i vicini della nostra stessa via». Conta i funerali, Daniela Mallus, 53 anni, che viveva tra Sarroch e Capoterra, tra la raffineria petrolifera e l'inceneritore del Tecnocasic, e racconta la sua storia. «Il centro residenziale Su Spantu 2, sulla costa, di fronte a Torre degli Ulivi, ci sembrava un paradiso, pensavamo di essere fortunati, la Saras trattava i dipendenti e i loro figli come una grande famiglia». Poi i decessi, uno dopo l'altro, e la richiesta, da più parti, di un Registro tumori, mai esaudita. «Perché manca la volontà politica di istituirlo», dice Vincenzo Migaleddu, dei medici per l'ambiente. Dal 2005 c'è un progetto per monitorare la salute della popolazione della zona e la qualità dell'aria, ci sono stati miglioramenti «ma i malati di tumore non diminuiscono», spiega Teresa Perra, dell'associazione Arianoa. E il dottor Francesco Murgia sottolinea: «Certe volte, di notte, l'aria è veramente irrespirabile».

La drammatica storia è raccontata da Cristina Cossu sull'Unione Sarda in edicola. L'articolo è accompagnata da un'analisi del medico Vincenzo Migaleddu raccolta da Ivan Murgana.

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