CRONACHE DALLA SARDEGNA

Murgia: "Derisa da forzisti ubriachi"
La replica di Cherchi: "Era una tisana"

Violento attacco di Michela Murgia sul suo profilo Facebook. Immediata la replica dell'assessore Oscar Cherchi.
l inizio del post di michela murgia
L'inizio del post di Michela Murgia

Derisa da "un gruppo di uomini del Pdl sghignazzanti e alticci. In quel tavolo di maschi di mezz'età aggressivi e alterati dall'alcool ho visto il profilo della razza padrona, il potere affarista, corrotto e sicuro di sé che mostra i denti marci al nuovo con l'arroganza di chi pensa di restare in piedi a dispetto di qualunque vento". Un attacco durissimo quello di Michela Murgia, candidata alla presidenza della regione con la lista Sardegna Possibile, e pubblicato sulla propria pagina Facebook. Sotto accusa i "forzisti" che si trovavano nel tavolo di un caffè del centro storico di Cagliari insieme a Oscar Cherchi, assessore regionale all'agricoltura. La replica del componente della giunta di Cappellacci non si è fatta attendere, sempre attraverso Facebook: "Bugie e falsità. Qualcuno mi ha suggerito di sporgere querela ma non lo farò. Le voglio invece offrire l’opportunità di scusarsi".

IL POST DI MICHELA MURGIA - "Ieri sera all'una di notte sono entrata a bere qualcosa con degli amici in un noto caffè storico cagliaritano. Era tardi, la città era quasi deserta, ma mentre ci avvicinavamo al bar abbiamo notato che nella veranda del locale c'era una dozzina di persone che reagiva al nostro arrivo, curiosando oltre i vetri. Quando ho aperto la porta e li ho visti in faccia ho capito perché. A capotavola c'era Oscar Cherchi, assessore regionale all'agricoltura indagato per peculato, circondato da un gruppo di uomini del PDL sghignazzanti e alticci. Il più vicino alla porta mi ha salutata giulivo biascicando qualcosa come: “Noi facciamo il tifo per lei”. Gli altri hanno riso sguaiati ammiccando l'un l'altro e cercando vistosamente l'approvazione del politico a capotavola. Li ho guardati solo un istante e poi sono andata oltre, ma quell'immagine mi è rimasta dentro come uno scatto fotografico in bianco e nero. In quel tavolo di maschi di mezz'età aggressivi e alterati dall'alcool ho visto il profilo della razza padrona, il potere affarista, corrotto e sicuro di sé che mostra i denti marci al nuovo con l'arroganza di chi pensa di restare in piedi a dispetto di qualunque vento. Mi hanno ricordato le parole di una poesia di Alberto Masala che amo molto e che descrive i comportamenti sociali di quel tipo di uomini servili che chiamiamo per brevità “canes de istrexiu”.

Bessin a fiottu a s'iscurigada

inghiriados de catteddhos lanzos

limùsinan su mossu a sos istranzos

lustréndhelis sos bottes a limbada.

Faghen sa tana inue b’at pius dinari

e pro un’ossu si jompen pari-pari

Escono a gruppi all'imbrunire

circondati da cagnetti magri

elemosinano un boccone agli stranieri

lucidandogli le scarpe con la lingua

Fanno la tana dove ci sono più soldi

e per un osso si azzannano tra loro

Grazie, signori del PDL gonfi di grappa e arroganza.

Ieri sera mi avete ricordato perché mi sto candidando".

LA REPLICA DI OSCAR CHERCHI - "Signora Murgia, ero molto indeciso se risponderle o no, perché non avrei voluto concedere alle sue parole, oltremodo offensive, una visibilità immeritata. Devo anche dire che queste sue affermazioni da un lato mi hanno deluso, ma dall’altro mi hanno quasi sollevato. Deluso perché davvero credevo che lei fosse una persona ammodo, prudente, spiritosa, intelligente, riflessiva e saggia. Alcune di queste qualità gliele riconosco ancora, altre no. Scelga lei quali. D’altro canto mi sono invece sentito sollevato, perché prima di questo suo attacco la consideravo un avversario (noti bene, avversario, non nemico) politico temibile. Ora non più, perché non credo che siano in molti a condividere il suo modo di demonizzare gli avversari (che immagino lei consideri nemici, visto il livore delle sue affermazioni rivolte ad un intero gruppo politico). L’episodio è raccontato molto bene, lei è una scrittrice di chiara fama e non ci sono dubbi circa la sua abilità narrativa, peccato che il suo racconto non corrisponda al vero, o almeno, non del tutto. Certe sue considerazioni personali sembrano aggiunte solo per rendere la narrazione più appassionante, anche perché senza quelle non avrebbe certamente suscitato l’interesse di nessuno. Confermo solo la battuta ‘Noi facciamo il tifo per lei’ pronunciata da una delle persone che era con me, la quale forse si aspettava una sua risposta arguta che avrebbe chiuso l’episodio come capita fra persone civili. Magari con una stretta di mano in vista della competizione elettorale che ci aspetta, ognuno in difesa del proprio ideale non necessariamente condiviso dall’avversario (avversario, non nemico), quindi dura, aspra, ma corretta. Oltretutto, se lei avesse dimostrato immediatamente di non gradire neppure un’innocente frase come quella, sono sicuro che le sarebbero arrivate le immediate scuse. E sarebbe rimasta dalla parte della ragione. Invece ha scelto di passare dalla parte del torto con un attacco violento nei miei confronti, oltretutto entrando prepotentemente nella vita privata non solo mia, ma anche delle persone che erano con me fra le quali neppure una, e ripeto, neppure una, era ‘alterata dall’alcol’ come lei calunniosamente afferma. Io per esempio, come lei avrà notato, visto che ha ‘fotografato’ la scena, bevevo un’innocente tisana. Quindi di quella sera posso solo rimproverarmi di avere, per una volta, infranto la regola che mi sono imposto da tempo: quella di consumare, come suggerisco sempre a tutti, solo prodotti sardi. Oltretutto eravamo in sette e non dodici: che sia il primo caso in cui a veder quasi doppio non sia chi (secondo lei) beve, ma chi osserva? Qualcuno mi ha suggerito di sporgere querela ma non lo farò. Le voglio invece offrire l’opportunità di scusarsi. Se lo farà, vuol dire che avevo ragione di riconoscerle almeno qualcuna di quelle qualità che le dichiaravo in apertura. Se non lo farà avrà perso l’occasione di rendersi conto di persona che io non sono, come non lo sono neppure gli altri che erano con me, la personaccia che ha descritto nel suo post su facebook. Scelga lei liberamente, e si prenda il tempo che vuole per pensarci. A proposito di tempo, mi scuso per averle risposto solo ora, ma ho potuto farlo solo nella mezz’ora di pausa pranzo. Il resto della giornata lo passo impegnandomi, al massimo delle mie possibilità, nel tentativo di contribuire a risolvere i problemi dell’agricoltura sarda. Come lei ha potuto notare, riesco a scambiare due chiacchiere con gli amici solo a tardissima sera.

Cordiali saluti,

Oscar Cherchi".


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