CRONACHE DALLA SARDEGNA

Cagliari, Cellino è tornato libero
E ora prova a riaprire Is Arenas

Il presidente del Cagliari Cellino era atteso nel pomeriggio a Asseminello. Ma nessuno è riuscito a vedere il numero uno rossoblù. Intanto il Cagliari ha nuovamente depositato gli atti per ottenere l'agibilità di Is Arenas in vista del prossimo campionato.
il presidente cellino nel giorno della scarcerazione da buoncammino (marzo 2013)
Il presidente Cellino nel giorno della scarcerazione da Buoncammino (marzo 2013)

Il presidente del Cagliari Massimo Cellino avrebbe lasciato il Centro sportivo di Assemin ieri mattima, per tornare al lavoro nella sede della società Rossoblù in viale La Playa e riabbracciare amici e collaboratori. Nel pomeriggio poi si è diffusa la notizia di un suo probabile ritorno ad Asseminello, ma il patron del Cagliari non si è visto. Dov'è il presidente? Al momento nessuno sa dirlo con certezza.

Cellino martedì ha ricevuto la revoca dei domiciliari, ma aveva voluto attendere al Centro sportivo, dove era la sua dimora, la risposta della Corte di Cassazione.

Mercoledì il viceprefetto di Cagliari Bellantoni ha reintegrato nell'incarico il sindaco di Quartu Mauro Contini e l'assessore ai Lavori pubblici Stefano Lilliu. Nel pomeriggio dello stesso giorno il primo cittadino ha fatto una visita lampo nella sede di via Eligio Porcu.

Mentre la vita degli indagati sulla vicenda Is Arenas torna alla normalità sono attese le motivazioni con cui la Corte di Cassazione ha accolto il ricorso presentato dai legali del presidente del Cagliari e di Stefano Lilliu sulla revoca delle misure cautelari .

LA SUPREMA CORTE - Mercoledì la Cassazione ha disposto l'annullamento con rinvio dell'ordinanza che, riformando parzialmente la decisione precedente, aveva disposto i domiciliari in luogo della custodia in carcere. Accolto anche il ricorso dell'assessore di Quartu, Stefano Lilliu. La decisione, comunque, potrebbe portare a riconsiderare l'intero impianto accusatorio e probatorio. Gli avvocati Giovanni Cocco, Giorgio Altieri e Giuseppe Accardi, che difendono Cellino, si sono detti soddisfatti.

LA DECISIONE DEL GIP - Non se lo aspettava nessuno, nemmeno quei tifosi che nel corso degli ultimi tre mesi si erano piazzati prima davanti al carcere poi davanti al centro sportivo di Assemini e, infine, solo pochi giorni fa, addirittura davanti al Municipio per mostrare solidarietà al patron rossoblu e chiedere uno stadio per il Cagliari. Il gip Giampaolo Casula lunedì ha firmato la revoca degli arresti domiciliari per il presidente del Cagliari Massimo Cellino, il sindaco e l'assessore ai Lavori pubblici del Comune di Quartu, Mauro Contini e Stefano Lilliu, arrestati il 14 febbraio scorso per peculato e falso, nell'ambito dell'inchiesta sulla realizzazione dello stadio Is Arenas.

Una decisione a sorpresa - solo due settimane fa lo stesso giudice aveva respinto la richiesta di scarcerazione per i due amministratori di Quartu - che non ha però "smosso" il patron rossoblu. Cellino dal centro sportivo di Assemini, dove si trova agli arresti domiciliari dall'8 marzo, non vuole proprio uscire. I suoi legali non hanno mai presentato alcuna richiesta di scarcerazione e il presidente intende attendere l'esito del ricorso in Cassazione che sarà discusso oggi per uscire dal centro da uomo libero. Con il ricorso, infatti, i legali del presidente intendono dimostrare "l'assenza dei gravi indizi di colpevolezza e l' assenza di qualsiasi esigenza cautelare". In pratica smontare il castello di accuse costruito dal sostituto procuratore Enrico Lussu e dagli uomini del Corpo forestale che hanno condotto le indagini.

Un'inchiesta, quella sulla realizzazione dello stadio Is Arenas - partita a fine novembre con l'arresto di due funzionari del Comune di Quartu che vede complessivamente undici indagati - che si avvicina alla conclusione, ma che ancora potrebbe riservare delle sorprese. Se da un lato, secondo il giudice delle indagini preliminari, sono cessate le esigenze cautelari per Cellino, Contini e Lilliu e sono finiti gli interrogatori delle persone informate della vicenda Is Arenas, mancano ancora le relazioni tecniche richieste dalla Procura sull'impianto sportivo: una relativa ai caratteri costruttivi - realizzazione e progettazione - di tutto Is Arenas e la seconda che riguarda invece le compatibilità urbanistiche, paesaggistiche e ambientali.

Proprio su questo fronte sul capo di Quartu pende anche il giallo della tomba Santo Stefano, una tomba prenuragica che secondo le carte del piano paesaggistico regionale si troverebbe a meno di cento metri dallo stadio - e quindi erano necessarie le autorizzazioni per costruire l'impianto - ma che secondo alcuni studiosi sarebbe in un'altra zona della città. Su questo elemento si sono concentrate le ultime indagini condotte dalla Procura, le ultime acquisizioni di atti negli uffici della Soprintendenza e gli ultimi interrogatori. .

L'AGIBILITA' - Intanto la commissione provinciale di vigilanza è convocata per lunedì alle 9,30 durante la quale si discuterà anche dello stadio di is Arenas. Il Cagliari ha depositato in Comune a Quartu il progetto già approvato dal Coni per il completamento dello stadio. Il progetto passerà successivamente al vaglio della commissione di vigilanza che dovrà decidere se rilasciare o no la conformità. Una volta ottenuta, eventualmente, il Cagliari potrà chiedere l'agibilità definitiva dopo aver ultimato i lavori.


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