CRONACA ITALIANA

Ettore Majorana, un testimone:
"Era un senzatetto e viveva a Roma"

Nuove rivelazioni da parte di un testimone che avrebbe conosciuto il fisico catanese sparito nel 1938.
il confronto antropometrico tra majorana e l uomo fotografato in venezuela
Il confronto antropometrico tra Majorana e l'uomo fotografato in Venezuela

"Ettore Majorana era sicuramente vivo nel 1981 ed era a Roma. Io l'ho visto". Sono le parole di una persona che dice di aver incontrato il fisico catanese di cui non si hanno notizie dal 1938 nel centro di Roma insieme a monsignor Luigi Di Liegro, fondatore della Caritas romana. Majorana, secondo questo testimone, era un senzatetto, che poi è stato riportato nel convento in cui era ospite. La rivelazione arriva all'indomani degli sviluppi sulla scomparsa, grazie alle indagini chiuse dalla Procura di Roma, secondo le quali Majorana era sicuramente vivo tra il 1955 e il 1959 e viveva in Venezuela. La certezza arriva da un confronto antropometrico con una foto di un uomo analizzata dal Ris e scattata nel 1955.

IL TESTIMONE - "Sono stato tra i collaboratori più vicini di monsignor Di Liegro e con lui abbiamo incontrato Majorana probabilmente il 17 marzo 1981. E non è stata l'unica volta, l'ho incontrato in tre-quattro occasioni", afferma l'uomo, un programmista regista, originario della Calabria ma trasferitosi a Roma da giovane, che chiede che non venga citato il suo nome. "Majorana stava in piazza della Pilotta, sugli scalini dell'Università Gregoriana, a due passi da Fontana di Trevi. Aveva un'età apparente di oltre 70 anni". A colpire il testimone è stato il fatto che il clochard avesse detto di avere la soluzione del "Teorema di Fermat", l'enigma del '600 che per secoli è stato un rompicapo per i più grandi geni della matematica e che all'epoca non era stato ancora risolto, perché la soluzione è stata data nel 2000. "A quel punto gli dissi di farsi trovare la sera seguente perché volevo farlo incontrare con Di Liegro". L'incontro avvenne e il sacerdote portò via il senzatetto con la sua auto. "Dopo un'ora e mezza tornò e mi disse: 'sai chi è quell'uomo? E' il fisico Ettore Majorana, quello scomparso. Ho telefonato al convento dove lui era ospite e mi hanno detto che si era allontanato. Ora ce l'ho riportato'". Majorana, secondo questa versione, aveva intuito che gli studi che stava facendo avrebbero portato alla bomba atomica, ha avuto una crisi di coscienza e voleva essere dimenticato. La certezza che si trattasse del fisico era data da una cicatrice che aveva sulla mano destra. "Chiesi a don Luigi di riferirlo ai parenti di Majorana, ma lui disse che non potevamo. Io per tanti anni ho provato a tornare sull'argomento, ma don Di Liegro, che non lo riferì a nessuno, nemmeno ai suoi più stretti collaboratori, non voleva saperne e mi raccomandò di tacere. Mi disse di non dire niente a nessuno almeno per 15 anni dopo la sua morte, avvenuta il 12 ottobre 1997. Ormai il tempo è passato".

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