CRONACA - ITALIA

Uccisa con venti colpi di forbici e data alle fiamme: assolto l'amante

Bruna Bovino fu trovata morta nel 2013 nel suo centro estetico: era mamma di due bambini
bruna bovino (foto fb)
Bruna Bovino (Foto Fb)

Resta per il momento senza colpevole la morte di Bruna Bovino, la donna barbaramente uccisa e data alle fiamme nel dicembre 2013 in provincia di Bari.

La Corte di assise di appello di Bari ha ribaltato la sentenza di primo grado e assolto "per non aver commesso il fatto" Antonio Colamonico, l'amante della 29enne italo-brasiliana.

Bruna fu trovata morta nel suo centro estetico, a Mola di Bari: qualcuno le sferrò venti colpi con un paio di forbici, poi le strinse la gola fino a strangolarla. Infine la lascio a terra, morta, e diede fuoco a tutto.

Colamonico fu tra i primi sospettati: sposato, aveva una relazione con la 29enne (madre di due bambini). Secondo l'accusa era stato lui a ucciderla, per poi cancellare le prove del delitto appena compiuto.

L'uomo fu arrestato nel 2014 e condannato a 25 anni per omicidio volontario e incendio doloso: si è sempre professato innocente: "Io la amavo - ha detto più volte -. Non l'avrei mai uccisa".

Dopo quattro anni e mezzo di detenzione in carcere, l'appello ha deciso per la scarcerazione. Come spiegato dagli avvocati della difesa, è stato dimostrato, grazie alle celle telefoniche, che Colamonico - nell'ora in cui, secondo gli inquirenti, è stato commesso l'omicidio - era altrove.

(Unioneonline/D)

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