CRONACA - ITALIA

Ponte Morandi: a due mesi dal crollo gli sfollati rientrano nelle case da demolire

E la Procura scava nella storia passata del viadotto
le operazioni di rientro nella zona rossa vicina al ponte morandi coordinate dai vigili del fuoco (ansa)
Le operazioni di rientro nella zona rossa vicina al ponte Morandi coordinate dai vigili del fuoco (Ansa)

A due mesi dal crollo del Ponte Morandi gli sfollati della "zona rossa" possono accedere alle proprie abitazioni e recuperare così gli effetti personali, così come deciso dalle istituzioni locali lo scorso sabato. Ogni famiglia avrà a disposizione due ore di tempo e 50 scatoloni in cui riporre quanto più possibile dalle abitazioni, sotto la supervisione dei vigili del fuoco.

Un'operazione complessa che riguarda 281 famiglie e che potrebbe durare più di dieci giorni, a seconda delle condizioni meteo e delle segnalazioni dei sensori posti sul troncone restante del ponte.

Passi avanti si registrano anche sul fronte delle indagini, con la procura di Genova che sta passando al vaglio una lista di circa 40 nomi, tra dirigenti e tecnici della società Autostrade, Anas e Spea, connessi alla storia del viadotto fin dai primi anni '90.

Nomi che per i pubblici ministeri che stanno seguendo l'indagine potrebbero aggiungersi ai 21 già iscritti nel registro degli indagati, anche perché lo studio della documentazione passata relativa al ponte Morandi è fondamentale per accertare le responsabilità di chi ha gestito il viadotto e ha già consentito di capire che i lavori di manutenzione sono stati eseguiti limitando i costi al minimo e spesso eccessivamente diluiti nel tempo. Un rapporto stilato da Autostrade nel 1994 evidenziava già un livello di degrado sugli stralli delle pile 9 - quella crollata - , 10 e 11 del ponte Morandi.

E la vicenda continua ad avere anche ripercussioni politiche, con attriti tra il sindaco e commissario alla ricostruzione Marco Bucci e il vicepremier Luigi Di Maio circa la possibilità che la demolizione e la ricostruzione del ponte Morandi vengano affidate o meno alla società Autostrade.

"Tornano in gioco tutti quanti - afferma Bucci - non solo Autostrade, per le opere propedeutiche", e rincara la dose anche il governatore Giovanni Toti, interessato soprattutto ad velocizzare i tempi: "Io sono d'accordo con tutto quello che può accelerare il rifacimento di quel ponte. Quindi, se per la demolizione si farà più veloce con società Autostrade, ben venga".

(Unioneonline/b.m.)

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