CRONACA

Studenti in piazza contro il governo, a Cagliari corteo rinviato per il maltempo

Nelle piazze italiane più di 70mila studenti
manichini di di maio e salvini sono stati bruciati a torino (ansa)
Manichini di Di Maio e Salvini sono stati bruciati a Torino (Ansa)

È stata rinviata per il maltempo la manifestazione degli studenti in programma oggi a Cagliari contro il governo Conte e in particolare contro i provvedimenti voluti dal ministro dell'Istruzione Marco Bussetti a proposito del nuovo esame di maturità.

"A causa dei disagi procurati dal maltempo di ieri, primo fra tutti il crollo del ponte, abbiamo deciso di annullare lo svolgimento della nostra manifestazione che si sarebbe dovuta tenere domani mattina", si legge nel post pubblicato su Facebook da Eureka-Rete degli studenti medi di Cagliari, tra gli organizzatori del corteo insieme a Unione degli Studenti Cagliari e Fronte della Gioventù Comunista Cagliari.

Il post pubblicato da Eureka su Facebook

"Escludendo quelle persone impossibilitate nei movimenti a causa dei disagi causati dal maltempo dell'ultimo giorno e le loro esperienze, il Sit In perderebbe lo scopo di rappresentare le voci di tutti gli studenti senza distinzione alcuna", fa sapere ancora la rete degli studenti.

A TORINO BRUCIATI MANICHINI DI SALVINI - Nel resto d'Italia invece, in più di 50 piazze, più di 70mila studenti sono scesi in corteo per protestare contro i provvedimenti dell'esecutivo Conte su scuola e sicurezza.

A Torino sono stati bruciati alcuni manichini raffiguranti i vicepremier Matteo Salvini e Luigi Di Maio.

Sui lampioni di piazza Castello sono state inoltre attaccate alcune foto dei leader di Lega e Movimento 5 Stelle col volto imbrattato di vernice rossa.

"Oggi siamo in piazza perché subiamo l'ingiustizia quotidiana di costi economici insostenibili per studiare", ha detto il giovane cagliaritano Giacomo Cossu, Coordinatore nazionale di Rete della Conoscenza.

"La manovra finanziaria annunciata dal Governo ignora i problemi degli studenti, non prevede maggiori risorse per il diritto allo studio né per la qualità della formazione o per la ricerca. Da Nord a Sud, saremo in stato di agitazione permanente nelle scuole e nelle università finché non avremo risposte risposte concrete dal Governo nazionale mentre ad oggi Bussetti rifiuta di incontrare le rappresentanze studentesche".

(Unioneonline/F)

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