CRONACA SARDEGNA - ORISTANO E PROVINCIA

Sedilo, schiuma bianca nel lago Omodeo: inquinamento o fenomeno naturale?

È causata dall'inquinamento o risultato di un fenomeno naturale la schiuma che nei giorni scorsi ha invaso le sponde del lago Omodeo in territorio di Sedilo?

Da una parte le analisi commissionate dal Comune a un laboratorio analisi privato di Nuoro fanno intendere chiaramente che si tratti di inquinamento, dall'altra quelle portate avanti dall'Enas, l'ente che gestisce l'Omodeo, parlano espressamente di un fenomeno legato all'eccessiva fioritura delle alghe a causa delle condizioni meteo-climatiche.

Due tesi opposte in attesa dei risultati di un terzo studio, che sarà realizzato da Arpas. Ma intanto il Comune è pronto a dare battaglia e potrebbe sporgere una denuncia contro ignoti.

"Due parametri, tensioattivi e Cod superano abbondantemente i valori di tabella di un'acqua di scarico depurata", si legge nella relazione del laboratorio di Nuoro al quale si è rivolto il Comune.

Ma se per il valore Cod (Domanda chimica di ossigeno) "non si può affermare che dipenda da scarichi non depurati in quanto la presenza di detriti può influenzare in modo significativo questo valore, per i tensioattivi il valore di 6mg/l non lascia dubbi sulla provenienza antropica dei tensioattivi dovuto a sversamento di reflui", prosegue la nota.

"La tensione superficiale dell'acqua aumenta con la diminuzione della temperatura e alla luce dei risultati ottenuti si può ipotizzare che la concomitanza di un'elevata concentrazione di tensioattivi, ben oltre il limite di legge, e la probabile diminuzione della temperatura della superficie del lago vicino alla riva, dove il livello dell'acqua è minore, possono aver favorito la formazione di schiume", si legge infine nel documento.

Sul piede di guerra il sindaco Salvatore Pes e il suo vice Salvatore Putrzolu.

Sono pronti ad andare sino in fondo per far luce sulla vicenda che ha destato forti preoccupazioni.

Di contro da Enas sostengono le che analisi abbiano fatto emergere che si "tratta di una proliferazione algale verosimilmente legata alle condizioni meteo-climatiche".

Risultati quindi diametralmente opposti a quelli in possesso del Comune. E a questo punto gli interrogativi si fanno sempre più numerosi.

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