CRONACA SARDEGNA - CAGLIARI

Insulti razzisti in ospedale, Zedda attacca Salvini: "Colpa di chi sdogana odio"

massimo zedda e matteo salvini
Massimo Zedda e Matteo Salvini

È arrivato anche il commento di Massimo Zedda sull'episodio di razzismo nell'ospedale San Giovanni di Dio.

E il primo cittadino di Cagliari non è certo tenero: "Preoccupa il diffondersi dell'odio, rende il Paese più insicuro".

Il sindaco non accusa di razzismo i suoi concittadini ("Cagliari è una città accogliente", assicura), ma si dice "preoccupato" per il diffondersi, "in tutto il Paese", di episodi di razzismo che sono "da condannare".

Poi l'affondo, che ha un destinatario ben preciso, Matteo Salvini. "Preoccupa ancora di più la facilità con cui atteggiamenti di questo tipo stanno prendendo spazio, dovuta allo sdoganamento da parte di chi fomenta odio anziché garantire una maggiore sicurezza".

"Alimentare odio - è la chiosa - rende il Paese più povero e insicuro".

IL FATTO - I familiari di alcuni malati in coda all'ambulatorio di cure palliative si sono lamentati di dover attendere il proprio turno "per colpa di un ne...". Di un senegalese, nello specifico. Una vicenda che poteva restare chiusa tra le quattro mura del centro medico, non fosse stato per la dottoressa Maria Cristina Deidda, che ha deciso di denunciarla con un post su Facebook.

La dottoressa, oltre a raccontare l'episodio (si era appena allontanata per una visita specialistica con un paziente senegalese quando dalla sala d'attesa sono arrivati questi commenti) ha ricordato che sia lei che le sue infermiere "hanno fatto il giuramento di assistere chiunque ne avesse bisogno, senza discriminante di razza, sesso, religione, ideologia politica".

"Mi vergono profondamente", ha aggiunto, chiedendo "scusa" ai suoi pazienti.

"Nel mio ambulatorio ci prendiamo cura di pazienti delicatissimi, con forte dolore. Tutto il personale lo fa con cortesia, amore e dolcezza. Pur sentendo in tutta Italia di comportamenti intolleranti e discriminanti, mi ero illusa che nel nostro ambulatorio, proprio a causa della delicatezza delle patologie trattate, l'animo umano fosse più compassionevole verso l'altrui persona", è l'amara chiosa.

(Unioneonline/L)

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