POLITICA

Renzi e le primarie Pd: "Non mi candido e non è detto che voti Zingaretti"

matteo renzi in senato (foto ansa)
Matteo Renzi in Senato. (Foto Ansa)

Ospite questa sera della trasmissione di Rete 4 condotta da Barbara Palombelli Stasera Italia, Matteo Renzi torna a farsi sentire e tocca i temi caldi dell'attualità italiana, ma chiarisce anzitutto la sua posizione sull'ultima querelle interna al Pd e alle prossime primarie.

I detrattori possono stare tranquilli, perché l'ex Premier fa sapere che questa volta sarà fuori dai giochi e non si candiderà alla guida del Partito Democratico.

Incalzato da Palombelli Renzi sul perché di questo passo indietro, Renzi ha lanciato una stoccata ai colleghi dem: "Chi vince le primarie il giorno dopo deve avere l'appoggio di tutti. Io ho vinto due volte e mi hanno fatto la guerra gli amici: il fuoco amico ha fatto fallire due volte l'esperimento del Pd".

"Vedremo quali saranno i candidati - ha aggiunto Matteo Renzi - e non è detto che il mio voto vada a Zingaretti".

E sulle critiche che dall'interno del partito e dagli avversari continuano a colpire l'operato del suo esecutivo, Renzi replica che l'errore più grande commesso durante il periodo di governo "è stato smettere di rottamare, l'esatto opposto di ciò di cui mi accusano".

Ma non risparmia un attacco anche al corrente Governo giallo-verde a guida Salvini-Di Maio, colpevoli di "manganellare gli avversari con le parole sulla rete". Anche se, secondo Renzi, l'attenzione di chi governa oggi e anche dell'opposizione andrebbe riportata alle questioni fondamentali del debito pubblico e dell'innalzamento dello spread: "Se lo spread cresce quasi a 300 e qualcuno si occupa del Congresso del Pd c'è qualcosa che non va. Il punto è che il Paese sta rischiando di fermarsi, si sta bloccando e la colpa di questo è del Governo".

(Unioneonline/b.m.)

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