CRONACA

Sant'Elia, un anno dall'incidente: "Così si schiantò il gommone"

Un anno dopo la disgrazia, l'inchiesta penale termina con una richiesta di archiviazione per "morte del reo". In altre parole, il responsabile dello schianto avvenuto nell'agosto del 2017 sul tratto di mare davanti al rione Sant'Elia è proprio l'uomo che conduceva il gommone e aveva perso la vita dopo essere finito sulle rocce che delimitano il piccolo porticciolo dei pescherecci.

Si chiamava Giovanni Putzu, era un sommozzatore, aveva 34 anni e sul natante viaggiava con la fidanzata Claudia Mallica e la coppia di suoi amici Maria Bonfardeci e Nicola Sanna, 29 anni, finanziere cagliaritano rientrato qualche giorno prima in città per le ferie (lavora a Palermo). Le due ragazze erano rimaste ferite; il militare e il sub erano stati scaraventati sulle rocce frangiflutti e l'impatto per loro era stato fatale.

OPPOSIZIONE - Sono le conclusioni del pubblico ministero Rossana Allieri prese al termine delle indagini a seguito delle quali è stato ritenuto che proprio Putzu si trovava al timone del mezzo.

Opinione che vede contrario il padre dell'uomo, pronto a opporsi alla richiesta in base a una consulenza secondo cui, se le cose fossero andate come sostiene la Procura, sull'imbarcazione vi sarebbero dovuti essere danni specifici in realtà non riscontrati.

L'INCIDENTE - Quella sera, in base alla ricostruzione investigativa, i quattro amici avevano deciso di fare un giro davanti alla costa della città. Putzu, che lavorava in un'impresa di lavori subacquei di proprietà del padre Michele, era rientrato in moto da Villasimius per stare in compagnia della ragazza e dell'altra coppia. La barca, un sette metri nuovo con un motore Evinrude da 200 cavalli, procedeva al buio.

"Era un incontro tra amici", aveva poi detto disperata agli investigatori Claudia Mallica da un letto di ospedale.

"Io e Giovanni ci siamo visti con Nicola e la fidanzata a Marina Piccola. Abbiamo cenato, in quattro non abbiamo finito nemmeno una bottiglia di vino. Poi Giò ha proposto di fare un giro in gommone. Era suo e lo ha venduto a un amico ma lo può utilizzare. Abbiamo superato la Sella del Diavolo e ci siamo diretti verso il porto di via Roma. Nicola stava mostrando il suo quartiere alla fidanzata, per la prima volta in vacanza in Sardegna".

"Avevamo una bottiglietta di spumante: l'abbiamo aperta davanti a Sant'Elia. Giovanni era alla guida. Io e Maria ci siamo sedute pronte per rientrare al porto di Marina Piccola. Erano le 22,45. Io sarei dovuta entrare al lavoro alle 5,30. Giovanni e l'amico sono rimasti in piedi. Il gommone è partito e dopo pochi istanti mi sono ritrovata in mezzo agli scogli".

I SOCCORSI - Superato il momento di choc, la giovane aveva cercato il compagno. Intorno era buio. Il rumore della leggera risacca era quasi coperto dalla voce di chi, dalle case che danno su via Schiavazzi, aveva sentito il botto e stava correndo a prestare soccorso. Primo ad arrivare sul molo era stato Mario, il guardiano del cantiere del nuovo approdo per i pescherecci.

"La ragazza si lamentava, ripeteva il nome del suo amico - aveva detto a L'Unione Sarda - chiedevo ad alcune persone di illuminare il molo con le loro torce, puntarle sul gommone".

Claudia Mallica e Maria Bonfardeci erano ferite. Giovanni Putzu era immobile tra le rocce, ucciso dalle ferite al capo. Stessa sorte per Nicola Sanna, scaraventato nell'acqua bassa dopo un volo oltre il molo.

LA CONSULENZA - Era stata avviata una doppia indagine: quella della Capitaneria di porto per accertare le cause tecniche dell'incidente e quella penale per verificare eventuali responsabilità. Ora la richiesta di archiviazione.

Ma il padre di Putzu e l'avvocato Francesco Marongiu stanno valutando se fare ricorso: nella consulenza di parte dell'ingegnere navale Nello Stinca si sostiene che se un ragazzo così robusto fosse stato alla guida del gommone, e dopo l'urto fosse stato sbalzato in avanti, ne avrebbe rotto capottina e parabrezza. Danni non presenti sul mezzo. Quindi le indagini a loro dire dovrebbero proseguire.

Andrea Manunza

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