CRONACA - ITALIA

Dopo l'Italia anche Spagna e Malta dicono no all'Aquarius

i migranti a bordo dell aquarius (foto ansa)
I migranti a bordo dell'Aquarius. (Foto Ansa)

Dopo il no italiano all'approdo della nave Aquarius con a bordo i 141 migranti salvati nei giorni scorsi, anche Spagna e Malta alzano un muro contro le organizzazioni umanitarie di Medici Senza Frontiere e Sos Mediterranee.

"Abbiamo appena raggiunto una posizione di standby esattamente tra Malta e l'Italia - commentano gli operatori della nave - Restiamo in attesa di ulteriori indicazioni".

Intanto, l'Unione europea è intervenuta ufficialmente nella vicenda per voce della portavoce della Commissione sul tema migranti Tove Ernst: "L'Ue è pronta al massimo impegno diplomatico per arrivare a una soluzione rapida ed è in contatto con diversi Stati membri che si sono rivolti a Bruxelles per lo stallo della nave Aquarius".

Fuori dal coro, invece, il sindaco di Napoli Luigi De Magistris, che dichiara la disponibilità ad accogliere la nave Aquarius: "Mentre in queste ore il ministro dell'Interno mostra i muscoli da bullo istituzionale, coperto da un Governo che denota cinismo istituzionale sulla pelle dei più deboli, forse senza precedenti nella storia repubblicana, e mentre la magistratura ancora cerca i circa 50 milioni che la Lega avrebbe sottratto agli italiani, 141 migranti, tra cui molte donne e molti bambini, da giorni vagano in mezzo al mare perché i porti italiani per decisione del Governo sono ancora chiusi. Noi ribadiamo con forza la nostra disponibilità ad accoglierli, in questa settimana di Ferragosto, proprio quando molti governanti sono in vacanza, noi siamo pronti sempre e sarò in prima fila ad abbracciarli nel porto di Napoli".

Lo stesso atteggiamento, peraltro già dimostrato in passato, avuto poco prima dal sindaco di Barcellona Ada Colau, subito smorzato dal Governo di Madrid: "In questo momento la Spagna non è il porto più sicuro né il più vicino".

(Unioneonline/b.m.)

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