CRONACA - ITALIA

Immigrato ucciso ad Aprilia, gli inseguitori: "Non lo abbiamo picchiato"

il luogo dell incidente
Il luogo dell'incidente

"Picchiato? Non abbiamo fatto nulla, non c'è stato alcun pestaggio, tanto meno a sfondo razziale".

È con queste parole che i due cittadini di Aprilia (in provincia di Latina) si difendono dall'accusa di omicidio preterintenzionale dopo che - domenica sera - si sono messi all'inseguimento di un auto con a bordo un marocchino in fuga (Hady Zaitouni, 43 anni), poi morto dopo essere finito fuori strada.

I due sostengono di non aver picchiato l'uomo una volta che la vettura si è schiantata contro un muro e negano anche l'esistenza di ronde di cittadini.

I due hanno spiegato ai loro avvocati come si sarebbero svolti i fatti e si sarebbero giustificati dicendo di aver notato l'auto, una Megane, perché in quel momento dei bambini giocavano in cortile, spiegazione che non ha convinto i militari. "Come ci siamo avvicinati l'auto è partita a razzo e ha cercato di investirci", hanno aggiunto.

Poi, con una terza persona, l'inseguimento "ma siamo sempre stati in contatto con le forze di polizia".

Ora si attende l'esito dell'autopsia sul cittadino marocchino.

Intanto gli inquirenti stanno visionando le telecamera di sorveglianza di un bar in via Nettunense dove si vede la Renault Megane di Zaitouni ferma.

(Unioneonline/s.a.)

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