CRONACA SARDEGNA - CAGLIARI

Centro studi occupato a Cagliari
La Polizia procede allo sgombero

Tre blindati di polizia e carabinieri, agenti delle Volanti e della Digos: si è conclusa così verso le otto l'occupazione del centro studi autogestito di un magazzino della facoltà di Magistero a Cagliari che un gruppo di studenti del collettivo aveva occupato a inizio maggio.

Stamattina gli agenti hanno bloccato l'ingresso e il personale dell'Università ha iniziato lo sgombero del locale portando fuori libri, oggetti e altro materiale degli studenti.

Le operazioni si sono svolte sotto lo sguardo di decine di poliziotti e degli universitari.

Il materiale portato fuori dai locali
Il materiale portato fuori dai locali

Non ci sono stati problemi, ma il collettivo ha contestato duramente l'operazione: "Il locale era abbandonato e lo abbiamo trasformato in un punto di studio a disposizione dei ragazzi. Abbiamo organizzato incontri culturali e dibattiti e messo su una biblioteca con oltre duemila volumi. Non campiamo l'ennesimo atto di militarizzazione dell'Università".

Uno spazio che i ragazzi avevano recuperato: "Quando siamo entrati era tutto abbandonato".

Gli studenti hanno denunciato lo spreco di soldi per l'utilizzo di tutte queste forze dell'ordine e dei loro mezzi: "La responsabilità politica di questa decisione è del rettore".

LA NOTA DEL RETTORE - Dopo lo sgombero è arrivata anche una nota del rettore Maria Del Zompo, dove si legge:

"In merito al ripristino della normalità in una parte del Polo di Sa Duchessa operato oggi senza alcun tipo di scontro dalle Forze dell’Ordine, il Rettore sottolinea di aver incontrato già nei mesi scorsi le persone che occupavano i locali, invitando gli studenti presenti tra di esse a costituirsi in associazione studentesca e a partecipare al bando di prossima emanazione per l’assegnazione degli spazi disponibili per le attività degli studenti. Ciò anche al fine di ripristinare la situazione di legalità ed evitare azioni come quella di questa mattina".

"L’Ateneo - aggiunge la nota - non può certamente tollerare, e, anzi, in questo senso ha un preciso obbligo, che la gestione dei suoi spazi passi da forme arbitrarie di occupazione e utilizzo improprio, e non invece dalla libera e democratica partecipazione nelle forme praticate da sempre da tutti gli altri studenti iscritti all’Università di Cagliari".

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