CRONACA - ITALIA

Fabrizio Corona rompe il silenzio: "È stata solo una guerra"

fabrizio corona insieme al suo avvocato
Fabrizio Corona insieme al suo avvocato

"La mia è l'unica versione, quella vera. È stata solo una guerra", lo dice Fabrizio Corona, appena ottenuto il via libera a rilasciare interviste e pubblicare post sui social. Al settimanale Chi parla per la prima volta dopo due anni di silenzio e sedici mesi in carcere.

L'ARRESTO - "Io come singolo individuo contro un macigno più grande e forte di me che non voglio identificare con nessun nome altrimenti, dopo quest'intervista, ricominciamo da capo. E come me, vittima della mala giustizia, ci sono tante brave persone".

Corona ricorda il 10 ottobre di due anni fa, quando fu arrestato per aver nascosto 2 milioni e 684mila euro in un controsoffitto a casa di una sua collaboratrice. "Mi chiama il mio avvocato, Ivano Chiesa, e mi dice tre parole: 'Ti devi consegnare'. Avevo due ore di tempo. Riunisco le persone care a casa di mia madre. Arrivati da mia madre, Chiesa mi ha detto che il giudice aveva deciso di sospendere l'affidamento, ma non aveva una spiegazione. Ho abbracciato forte mio figlio, avevo paura, dieci uomini sono venuti a prendermi con modi bruschi, come se fossi uno dei peggiori criminali. Tutto sotto gli occhi di mio figlio. L'ho guardato e gli ho detto: 'Papà ce la farà'. Ho incrociato lo sguardo di mia madre e per la prima volta ho provato dolore. Poi ancora una voce: 'Tutti fuori. Resta solo il signor Corona'. Mia madre Gabriella sviene. Mi ammanettano e mi consegnano un mandato di custodia cautelare. Il reato: intestazione fraudolenta di beni. Dopo tre ore mi ritrovo di nuovo al casellario di San Vittore. E sento ancora quel rumore: il cancello che si chiude dietro le spalle. Quel rumore è il ritorno all'inferno. Lo sanno tutti i detenuti".

LA VITA SENTIMENTALE - Ma parla anche della sua vita privata, l'ex re dei paparazzi e annuncia la fine della relazione con Silvia Provvedi.

"Lei non mi ha mai abbandonato. Era come se fosse con me in galera. Avevo la cella tappezzata delle nostre foto. Sarò sempre in debito con lei, mai nessuna donna ha fatto tanto per me. Ha rinunciato alla sua vita, per vivere la mia. Recluso io, reclusa lei - ha raccontato Corona -. Ha messo nell'armadio il suo divertimento per non farmi stare male e portarmi ogni santa volta un sorriso, una parola, un abbraccio. Ma con lei ho sbagliato. Sono uscito dal carcere ed è come se nella mia mente ci sia stato uno 'scatto meccanico'. Lei è corsa ad abbracciarmi, io ho guardato fotografi e cameraman. Lei è diventata trasparente e le uniche parole che ho detto dinanzi a una fan che urlava: 'Corona, sei un mito', sono state: 'Lo so!'. Mi spiace, ma avevo da subito fame di vita. E non degli abbracci di Silvia".

(Unioneonline/s.a.)

LA DECISIONE DEL GIUDICE:

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