CRONACA

Arriva l'ok del Consiglio regionale: la rete ospedaliera è una realtà

La rete ospedaliera adesso è realtà. Il Consiglio regionale ha approvato la riforma con 30 voti favorevoli, 20 contrari e 3 astenuti.

In maggioranza i malumori di Campo progressista, espressi col voto contrario di Anna Maria Busia e l'astensione di Francesco Agus, critici con la riorganizzazione delle cure in Sardegna.

Dure le critiche da parte dell'opposizione che con un coro unanime parla di "riforma fallimentare".

La rete ospedaliera prevede la concentrazione di reparti ad alta specializzazione nei poli con un maggiore bacino di abitanti.

Per questo motivo sono stati scelti il Brotzu di Cagliari e l'Aou-SS Annunziata di Sassari come presìdi d'eccellenza. Dopo le trattative in Consiglio regionale, anche il San Francesco di Nuoro, vista la sua posizione di riferimento per tutto il centro Sardegna, è stato dotato di qualche servizio specializzato in più.

Attorno a questi tre poli, ci sono gli altri ospedali che assumono la classificazione di primo livello che avranno anche i reparti di rianimazione, terapia intensiva, cardiologia e radiologia intensiva. Nel resto del territorio ci sono gli i nodi della rete, ospedali che garantiscono le cure primarie in collegamento con i poli sanitari specializzati del territorio. Infine, ci sono gli ospedali di zona disagiata che hanno il compito di levare la paura nei territori più periferici.

Sono i presìdi di Sorgono, Bosa, La Maddalena, Muravera e Ghilarza. Avranno un punto di pronto soccorso in grado di garantire una chirurgia programmata e il primo intervento, mentre per la Maddalena è stata inserita anche la camera iperbarica e la pediatria.

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