SPORT - CALCIO

La sfida (quasi) impossibile di Diego Lopez alla Lazio

Lontano dalla Sardegna Arena magari l'aria è più respirabile. Questo Cagliari ha dimostrato che davanti alla sua gente fa una fatica enorme, ecco perché una notte all'Olimpico potrebbe far bene a una delle grandi malate del campionato. Benvenuto Lopez, sulla panchina che fu di Rastelli stasera si accomoderà un uruguaiano atipico, ormai stregato dal tessuto cagliaritano e rossoblù nel codice genetico.

Sarà durissima, seppure la Lazio nel suo stadio non sia stata irresistibile: due vittorie, un pareggio e una sconfitta. Ma terminata la fase dei convenevoli, cosa ha in mente l'ex capitano per fermare una squadra che segna, vince, esalta il suo popolo e che sette giorni fa ha battuto la Juventus a Torino? Le poche, scarne indiscrezioni da Assemini ci fanno capire che l'idea di Lopez è di proporre in questa tremenda prima uscita una squadra equilibrata, corta, uno schieramento che non conceda spazi alla squadra di Simone Inzaghi, rivelazione tecnica del torneo. Non più una cerniera di tre giocatori in mezzo, ma un quartetto con Ionita e Dessena all'esterno e Barella vicino a Cigarini al centro, un solo suggeritore - JP10 - per un attaccante, Sau, capace di grande sacrificio e di ripartenze veloci. L'ipotesi di Ionita vicino a Joao Pedro, immaginando un Cagliari che cerchi di osare, potrebbe concretizzarsi in corso d'opera. E Pavoletti? Se non giocherà dall'inizio, non sarà una bocciatura, perché le sue inzuccate potrebbero tornare utili durante il match.

LA DIFESA - Vista e rivista la sfida da incubo col Genoa, Lopez avrà capito che ci sono dei calciatori che in questo momento non sono proponibili, soprattutto sotto il profilo del dinamismo. A destra dovremmo rivedere Padoin, che sulla corsia sinistra domenica scorsa non è piaciuto e che sulla fascia opposta garantisce più equilibrio e spinta. Miangue, sul quale il Cagliari crede, avrà una chance a sinistra, dove ha dimostrato di saper "spingere" ma - come l'olandese Van der Wiel - scricchiola quando comincia la fase difensiva. In mezzo, Pisacane e Ceppitelli sono una sicurezza, seppure il napoletano nel pomeriggio drammatico del ko col Genoa sia apparso come la brutta copia del giocatore che conosciamo. Davanti a Immobile, uno che ti punisce alla minima disattenzione, non ci potranno essere cali di tensione.

In porta, poi, rivedremo Crosta, il ragazzo dei miracoli, uno che grazie a una parata (nell'ultima giornata dello scorso campionato con il Milan) si è guadagnato la riconferma. Fuori Cragno, il brasiliano Rafael (schierato con il Genoa quando forse doveva restare a casa) non sta bene, paga l'azzardo ma va comunque in panchina.

SFIDA IMPOSSIBILE - Insomma, tra infortuni e scelte tecniche, il Cagliari 2.0 del trio Lopez-Fini-Agostini scende in campo all'Olimpico di Roma con un solo obiettivo, limitare i danni. Il sogno è ripartire, dopo quattro sconfitte consecutive. Perché la classifica traballa ma non mette ancora paura, seppure le distanze siano minime. Stasera comincia una settimana ad alta tensione: l'intrigante collaudo delle 20.45 a Roma, la prova da non fallire mercoledì con il Benevento alla Sardegna Arena, l'assalto al robusto Torino domenica prossima nel suo stadio, punti da cercare dovunque come medicine contro la crisi. Aggrappandosi alle bandiere, come Lopez e Agostini, gente che quella maglia l'ha sentita sulla pelle per lunghe, faticose, esaltanti stagioni.

Enrico Pilia

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