CRONACA - MONDO

Vienna e Praga virano a destra. Gli anti-Ue italiani: "Ora tocca a noi"

Il risultato delle elezioni politiche in Austria e Repubblica ceca fa esultare i leader populisti di tutta Europa.

I partiti euroscettici di diversi Stati del Vecchio continente guardano infatti al trionfo di moderati e nazionalisti come al preludio di una loro affermazione in patria o, laddove già al governo, come una possibilità di trovare spalle importanti per far sentire la propria voce critica a Bruxelles.

VISEGRAD - I primi a gioire della conquista di Vienna da parte del giovane cancelliere in pectore Sebastian Kurz alla guida degli conservatori Ovp, prossimi alla coalizione con l’estrema destra Ivp, sono stati i partiti al potere negli Stati del cosiddetto Quartetto di Visegrad. Ovvero Ungheria, Polonia, Repubblica ceca e Slovacchia, da tempo in rotta con l’Unione europea, considerata troppo aperta all’accoglienza di migranti e richiedenti asilo.

STOP IMMIGRAZIONE - Proprio il giro di vite nei confronti dell’immigrazione è stato uno dei cavalli di battaglia delle forze uscite vincitrici dalle urne austriache e ora il numero uno di Budapest, Viktor Orban, paladino della linea "anti-invasione", spera, così come i suoi omologhi di Praga, Varsavia e Bratislava, di poter presto contare su un prezioso alleato per portare avanti l’opposizione al piano di ricollocamenti elaborato dall’Ue e rilanciare la “strategia dei muri” ai confini per arginare le ondate migratorie.

Speranza affatto vana: nei mesi scorsi fu proprio Kurz, da ministro degli Esteri, a paventare la costruzione di una barriera al Brennero per bloccare i migranti decisi a lasciare l’Italia, innescando un incidente diplomatico che ebbe eco in tutta Europa.

Il Quartetto, insomma, potrebbe diventare un Quintetto, pronto a creare grattacapi ai Paesi più influenti in sede europea, come la Francia e la Germania, dove la destra è stata sconfitta (Front National) o isolata, nonostante i consensi (Alternative fur Deutschland).

IL TRUMP CECO - Un blocco anti-sistema, quello in Europa orientale, che in questi giorni ha potuto festeggiare la tenuta della destra e degli ultra-nazionalisti in Repubblica ceca, oltre che l'ascesa dell'ex vicepremier Andrej Babis, miliardario che ora sarà chiamato a tenere le redini del governo.

SALVINI E GLI ALTRI - Guardando all'Italia, il risultato elettorale austriaco fa gongolare Matteo Salvini. Il segretario della Lega Nord si è subito complimentato con quelli che non esita a chiamare "amici", speranzoso di poter presto dialogare con Kurz da capo del governo a capo del governo, in previsione dell’affermazione della Lega e del centrodestra alle prossime politiche.

Per il numero uno del Carroccio l’ascesa degli conservatori anti-Ue oltralpe è insomma l’antipasto di quello che accadrà in Italia in primavera.

Nel caso la profezia si realizzi, la Mitteleuropa potrebbe diventare la culla della nuova intolleranza, spina nel fianco di quanti, nell’Unione, considerano l’accoglienza non solo come un problema, ma anche come un dovere e un’opportunità.

(Redazione Online/l.f.)

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