CRONACA

La prevenzione fa acqua. L'editoriale del direttore

Comuni che perdono i finanziamenti. Altri che li ricevono fuori tempo massimo. Altri ancora con i soldi in cassaforte, ma valli a spendere nella selva oscura di leggi, delibere, direttive e conferenze dei servizi.

Nuove storie di ordinaria burocrazia, tutte legate a possibili, temute, previste emergenze stagionali: le piogge torrenziali.

La cronaca e la storia dovrebbero insegnarci tante cose ma, come nel caso degli incendi, forse in archivio sino a primavera, ci facciamo trovare impreparati.

Avete letto la preoccupazione e la rabbia dei sindaci sulle pagine dell'Unione? Avete ascoltato il rammarico degli amministratori locali sul Tg di Videolina? Che la colpa (sarebbe meglio parlare di responsabilità) sia di un dirigente/funzionario pubblico comunale o regionale non conforta nessuno. Il problema c'era, resta e rimarrà.

L'alveo di centinaia di corsi d'acqua è intasato da vegetazione, detriti e rifiuti, ostacoli pericolosi anche per un acquazzone poco più che intenso. I Comuni sardi senza un piano di protezione civile sono 94 su 377. Ma anche chi è fuori dalla lista nera avrà sì un piano di evacuazione, ma non ha fatto o non ha potuto fare quella che i manuali di burocrazia definiscono manutenzione fluviale.

La prevenzione anche sul fronte temutissimo del rischio idraulico, ancora una volta, da più parti, arriva fuori tempo massimo. La "Direttiva per la manutenzione degli alvei e la gestione dei sedimenti", aggiornata dalla Regione nel luglio 2015 (due anni dopo i lutti e le devastazioni di Cleopatra) è lì, su centinaia di tavoli, dall'assessorato regionale all'Ambiente ai Comuni passando per la Protezione civile. Certo, per leggerla, questa bibbia, serve più che la fede la consulenza di ingegneri, geologi e agronomi. Ma la direttiva c'è. Il problema, vista la situazione al 24 settembre di fiumi, torrenti, canali e foci, è metterla in pratica. La stagione dell'allerta meteo, intanto, riparte. A noi non resta che tirar fuori Bibbia (quella vera) e Vangelo. E pregare.

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