CRONACA

I sindaci riaprono le porte del parco del Gennargentu

Per la verità è da almeno un lustro che lo spettro del parco del Gennargentu circola tra Nuorese e Ogliastra senza che, vivaddio, si alzino le barricate o compaiano sentenze minatorie sui muri dei Municipi. E adesso che la segreteria della Cisl invita i parlamentari sardi a farsi portavoce di una modifica della legge 394 che negli anni Novanta ha istituito l'area protetta, non è che il tema torni - come si dice - al centro del dibattito, però almeno se ne parla.

L'OPPORTUNITÀ - "Dovrà essere non più un parco calato dall'alto, ma gestito dalle comunità e dai sindaci", ha puntualizzato il segretario generale Michele Fele; ma a sentire i sindaci, le associazioni dei produttori e i conoscitori della cultura di questi luoghi chissà se mai si andrà oltre le chiacchiere. "Si dovrà valutare una cosa soltanto: la reazione della gente - avverte Domenico Ruiu, fotografo naturalista nuorese -. Sarà la volta buona? Me lo auguro. Io l'ho sempre detto che per il territorio il parco nazionale è un'opportunità, e già ridurlo ad area protetta regionale si perde molto. In ogni caso, il modello Tepilora, dove per inciso stanno arrivando milioni di euro, si sta dimostrando positivo e vincente". Tepilora è il parco naturale regionale che mette insieme ottomila ettari di boschi dei territori di Bitti, Lodè, Posada e Torpè. È il modello che in questi giorni stanno richiamando un po' tutti.

IL MODELLO - Il presidente di Confindustria Sardegna centrale, per esempio. "La condivisione del progetto da parte delle comunità è fondamentale - dice Roberto Bornioli -. Un parco delle zone interne deve mettere a regime una sinergia col turismo della costa , deve attirare visitatori e creare economia valorizzando le produzioni locali. Se non si fa tutto ciò è inutile creare un'area protetta". Sono anni che Confindustria dice queste cose. "Questo è un territorio con una sua cultura, un'identità e produzioni tipiche che vanno tutelate e promosse", ha detto più volte Bornioli. Che richiama "il modello del parco Donnortei di Fonni, un'area protetta che è il giusto connubio tra la salvaguardia dell'ambiente e un'accoglienza moderna ed efficiente dei turisti".

CULTURA DELL'AMBIENTE - Tepilora, avvisa il presidente della Camera di Commercio di Nuoro, "è la dimostrazione che la solidarietà tra paesi è necessaria per rendere produttivi i territori". Agostino Cicalò (che in questi giorni è alle prese con la battaglia per l'autonomia dell'ente camerale nuorese) puntualizza che "oggi, è vero, c'è una più diffusa cultura dell'ambiente, ma il punto è lavorare a un progetto comune. I territori sono di proprietà di tutti, non dei residenti. Chi ci abita, però, ha il diritto e il dovere di partecipare a un progetto che valorizzi la terra e crei economia". Quanto alla più diffusa cultura dell'ambiente, è vero che molti comuni sono attenti fra spiagge a numero chiuso e piani di gestione particolari.

"Sin qui ci siamo, basti vedere quel che fa Baunei - dice Domenico Ruiu -. Ma da qui a portare questi modelli dentro un Parco, ce ne passa. Purtroppo, la vedo un po' difficile".

I PIANI DI GESTIONE - E infatti il sindaco di Baunei dice che loro si sono già dotati "di un piano di gestione del sito di interesse comunitario". Tra gli ultimi provvedimenti l'ingresso a numero chiuso a Cala Biriala. È una pianificazione, sottolinea Salvatore Corrias, "che si concilia col Puc, col piano degli usi civici e risponde alle aspettative del territorio. In questo modo diventiamo competitivi sulle azioni di intervento dell'Unione europea". Che finanzia i progetti con milioni di euro. Il Parco del Gennargentu "è una storia finita che non va riaperta", avvisa Efisio Arbau, primo cittadino di Ollolai. Anche lui, in alternativa, richiama il modello Tepilora, "nato dai Comuni che fanno un progetto insieme". Più possibilista il sindaco di Oliena Martino Salis, "soltanto se si rimetterà al centro del dibattito la volontà dei cittadini. Qualsiasi progetto non può che partire dal basso e puntare non solo ai vincoli ma allo sviluppo".

L'ASSESSORE - È quel che dice l'assessora all'Ambiente Donatella Spano, "più che favorevole a sostenere un'idea di parco e di sviluppo che nasca nei territori. Come è successo per Tepilora la Regione può facilitare il dialogo. Ma è fondamentale che, anche questa volta, al tavolo ci siano le comunità locali e che le proposte arrivino dai territori".

P. S.

© Riproduzione riservata

COMMENTI


UOL Unione OnLine

Più Letti
Loading...
Caricamento in corso...

}