CRONACA

Legge elettorale, Alfano mostra i muscoli: "Accettiamo la sfida, ok la soglia al 5%"

Messo alle strette dalle linee programmatiche che stanno andando a configurare la nuova legge elettorale e che avrebbero messo d'accordo i maggiori partiti politici, il ministro degli Esteri Angelino Alfano gonfia il petto e mostra, davanti a telecamere e giornalisti, tutto l'orgoglio di cui è capace.

E lo fa accettando i termini attorno a cui la legge dovrebbe nascere (in Aula il voto è slittato al 5 giugno), ovvero un sistema alla tedesca con sbarramento all'entrata del 5%, quota che potrebbe lasciare Alternativa popolare fuori dal Parlamento.

"Accettiamo la sfida della soglia al 5%", ha detto Alfano al termine della direzione di Ap, ribadendo che il suo movimento "continua il sostegno al governo Gentiloni" e "non farà ostruzionismo sulla legge elettorale".

Presenterà però due emendamenti, per ottenere che almeno la metà dei parlamentari sia scelta dai cittadini, e per un premio di governabilità alla prima lista "classificata".

IL PD E LE PROSSIME MOSSE - Sul rapporto con gli alleati di governo del Pd, dopo le dichiarazioni di ieri del segretario Matteo Renzi che lo ha attaccato, è lapidario: "Intendo conclusa la nostra collaborazione", ha detto.

E poi: "Abbiamo ribadito che la legislatura porta la nostra firma e senza di noi non ci sarebbero stati tutti questi risultati. Noi siamo stati leali alla Repubblica - aggiunge - di fronte a quel che è successo noi non cambiamo idea. Anche se non abbiamo ottenuto dal partito con cui abbiamo collaborato la stessa lealtà".

Ci sono state pressioni del Pd su Ap per far cadere il governo Gentiloni? "Non è un clamoroso scoop giornalistico", continua il ministro degli Esteri. "Ci sono intere rassegne stampa che indicano l'agitazione del Pd su Gentiloni fin dalla nascita del governo".

CONTRO RENZI - "A Renzi continuo a fare una domanda, che lo rende nervoso, ma è molto semplice: vuole far cadere o no il governo Gentiloni? Noi no", ha continuato Alfano. "A lui chiediamo se farà con Gentiloni ciò che ha fatto con Letta e con se stesso, cioè arrivare alla terza crisi di governo in quattro anni. Penso che gli italiani dovrebbero tenerne conto...".

LUPI IN AVANSCOPERTA - Al capogruppo alla Camera Maurizio Lupi la direzione di Ap ha affidato il mandato di avviare un'iniziativa per aggregare una vasta area al centro, un "grande soggetto moderato, liberale e popolare".

LA LEGGE "ALLA TEDESCA" - VIDEO:

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