CRONACA

Riciclaggio di soldi della camorra, Salvatore Cicu al gup: "Sono innocente"

Nel giorno in cui il giudice per le udienze preliminari avrebbe dovuto decidere sull’eventuale rinvio a giudizio, i due indagati sardi hanno respinto tutte le accuse.

L’europarlamentare Salvatore Cicu (FI) e l’ex consigliere comunale di Sestu Paolo Cau, accusati di riciclaggio di soldi legati ai clan camorristici Casalesi e D’Alessandro, stamattina hanno rilasciato dichiarazioni spontanee davanti al gup del Tribunale di Cagliari Cristina Ornano.

Cicu, assistito dall’avvocato Michele Schirò, ha parlato per circa venti minuti: "Ritengo corretto e doveroso dire che sono assolutamente estraneo ai fatti contestati, sono innocente, ho soltanto partecipato all’acquisto di un terreno facendomi fare un prestito e dichiarandone le finalità, dopodiché ho dato una delega fiduciaria a due persone, Cau e Cappellacci, non ho mai conosciuto nessuno dei campani.

Se la mia partecipazione si è limitata soltanto all’acquisto e alla vendita è evidente che io non c’entro nulla, non potevo sapere. E comunque", ha aggiunto l’esponente politico di Fi, "la provenienza illecita del denaro non è mai stata accertata". Prima di Cicu, ha parlato per oltre un’ora e mezza Paolo Cau.

L’ex poliziotto sestese, "dispiaciutissimo" per essere stato coinvolto, ha ricostruito l’intera vicenda al centro dell’inchiesta (l’acquisto di un terreno a Villasimius nel 2003), spiegato di essersi affidato a Cappellacci per quanto riguardava la compravendita immobiliare e chiesto al giudice di valutare la sua posizione.

Stando alla tesi del pm della Dda Emanuele Secci, che ha coordinato l'indagine del Gico della Finanza, tra il maggio e il settembre 2003 una cordata campana aveva acquistato dalla società “Turicost” di Sestu le aree edificabili nella zona sud est dell'Isola - costruendovi l'hotel di lusso “S'Incantu” - per un milione di euro, 400 mila dei quali non sarebbero stati dichiarati.

A sentire gli investigatori, l'azienda era intestata a Paolo Cau, ex capogruppo di FI in consiglio comunale, ma aveva come soci occulti l’ex sindaco di Sestu Luciano Taccori (anch’egli indagato) e Cicu, che dunque avrebbero intascato in nero quei 400 mila euro.

Una parte della somma, 270 mila euro, sarebbe stata addirittura consegnata in contanti dal boss camorrista Gennaro Chierchia, freddato sette anni fa in un agguato a Gargano.

L’udienza è stata rinviata al 27 luglio.

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