CRONACA

Le troppe chances mancate della Sardegna
No al ripopolamento con i migranti

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Migranti

Se questo fosse un popolo fiero e con coscienza critica, non avrebbe retto le offese rivolte da settimane alla nostra gente da una politica nazionale e regionale che ci disprezza. Si parte da Matteo Renzi che ha detto «in Sardegna la continuità territoriale funziona» senza informazione alcuna in materia. Forse trova comodo l'aereo privato e non conosce il brivido di tentare la sorte con un volo di linea o un viaggio ponte, via mare.

Poi ci ha pensato l'assessore ai Trasporti con geniali intuizioni. Prima l'idea di spostare gran parte dei collegamenti interni da rete gommata, già inadeguata, a rete ferrata con costi d'esercizio sette volte superiori: far viaggiare le persone sui treni dove, notoriamente, o non ci sono binari e treni, o quelli che ci sono si fermano per motivi d'imprevedibilità. E tagliando le corse delle compagnie che non fossero Arst (regionali quindi, con personale ad alto tasso di manipolazione elettorale). Sostenendo infine che i costi folli dei pochissimi trasporti da e verso l'isola (bye bye Ryanair) non fossero un problema e pazienza se con la sola tratta Isola-Continente, andata e ritorno, una famiglia si possa permettere una settimana in Croazia o alle Baleari, trasporto incluso.

Se non fosse abbastanza, ci ha pensato l'illuminato vertice della Cgil Sardegna a rilanciare festosamente il nostro futuro. Combattere spopolamento e depressione accogliendo famiglie di profughi con bambini. A costo zero. Da turismo dell'eccellenza a stabilità dell'accoglienza. Premesso che il territorio è così fertile che i profughi ci starebbero pure, si evidenzia l'insopportabile disinteresse con cui l'isola si piega a logiche che non appartengono alla propria storia. Manca quell'associazionismo che altrove avrebbe compattato sonore prese di posizione. Si tratta di scegliere come intervenire su una regione che ha tutte le risorse per diventare modello di punta socio-culturale e turistico. Tutto l'anno. In quale altro posto d'occidente si tengono intere città antiche sotto terra? In Sardegna ce ne sono almeno tre: Tharros, Neapolis e Cornus, e diversi luoghi storici e preistorici abbandonati, come le chiese paleocristiane di San Giovanni di Sinis e San Giovanni di Nurachi.

C'è da chiedersi perché il sito neolitico di Stonehenge sia meta di pellegrinaggi e mercato di gadgets in tutta l'Inghilterra, quando tutta la nostra isola offre molto di più, ignorata dai circuiti turistici d'élite e di massa. Senza contare che si è appena celebrata l'ennesima incoronazione di Domus de Maria come la più bella spiaggia d'Italia per Legambiente, mentre per TripAdvisor Cala Mariolu di Baunei batte sul filo la Pelosa di Stintino. Tutto bellissimo, ma se non si creano le condizioni per permettere alla gente di conoscere, di arrivare e partire agevolmente, di essere accolta, accompagnata in percorsi educativi sulle vie dei siti culturali, naturalistici, per non parlare dell'enogastronomia, siamo destinati a diventare profughi noi.

Per raccontare la storia non abbiamo che l'imbarazzo della scelta. Ricostruzioni 3D. Archeologia sperimentale. E un esercito di archeologi, storici, guide, imprese pronti a lavorare. Mancano la politica e un senso civico collettivo. Abbiamo smesso perfino di indignarci e di chiedere, non comprendendo (nemmeno quelli che in Regione articolano opposizioni mai messe in atto quando erano al governo) che è il momento di unirsi per pretendere ciò che è nostro di diritto. Il nostro credito verso lo Stato è assai superiore al poco che viene restituito in sviluppo e welfare, e poi smembrato da ignavi adeguati al sistema. Non si può credere che ci sia tanta disaffezione, disprezzo e incompetenza verso il territorio che si amministra e che si abita. La Sardegna non si merita i sardi. E i sardi non si meritano la Sardegna.

Patrizia Cadau

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