CRONACA

Il tour in bici tra i Colli Euganei e quell'anello ciclabile lungo 64 chilometri

L’andamento lento in una società che spesso impone ritmi frenetici non può essere affatto un disvalore. Soprattutto quando è legato al turismo e alla conoscenza del territorio. La fretta in questo caso non aiuta, anzi può essere funzionale solo alla superficialità. Quindi quale mezzo di locomozione migliore della bicicletta per percorrere anche delle piccole e medie distanze, potersi fermare comodamente per fotografare, ammirare pedalando il paesaggio, conversarecon gli abitanti delle città che si attraversano.

E allo stesso tempo stare in forma, aver come si dice in gergo gamba e non farsi consumare dai sensi di colpa che inevitabilmente ti assalgono dopo aver gustato un pranzo della cucina locale a chilometri zero.

C’è un posto nell'attivissimo e non a caso opulento nord est dove tutto questo non solo è possibile, ma anche consigliato. Nei 64 chilometri dell’anello ciclabile che attraversa e delimita i Colli Euganei - nel padovano - il tour in bici tra i borghi e i segni tangibili della loro cultura è un affare non solo da sportivi. Per chi volesse affrontare il percorso anche con la famiglia non c’è alcun problema. I tragitti su pista prevalentemente asfaltata (c'è anche qualche piacevole tratto in sterrato) quasi totalmente pianeggianti eal riparo da auto e mezzi pesanti e si snodano su strade pianeggianti. Attraversano oliveti, vigne e coltivazioni di un territorio che a primavere è un autentico giardino fiorito.

Il chiostro dell'abbazia di Praglia
Il chiostro dell'abbazia di Praglia

Nei giorni scorsi l’educational tour organizzato in Veneto dalla Sardinia Emotion Service del cagliaritano Massimo Fadda per conto del Parco Delta del Po per promuovere l’area del Parco Colli Euganei ha aperto uno scrigno di tesori. Un mondo decisamente affascinante che si può veramente scoprire in bicicletta grazie all’intuizione della pista ciclabile che attraversa il territorio di undici comuni. Una scelta portata avanti anni fa dai gestori dell’ente parco che può essere presa come esempio di buona pratica per il turismo sostenibile anche da parte della nostra Isola. Troppe volte costretta a inseguire e improvvisare quando invece una programmazione attenta potrebbe davvero fare la differenza nel proporre un’offerta precisa e distinta a chi ama una vacanza in bici, ma allo stesso tempo non rinunciare ai servizi.

Ebbene nei Colli Euganei c’è tutto questo. Sicuramente il tour ha trasmesso la consapevolezza dei tanti attori (pubblici e privati) che il territorio è un vero patrimonio di storia e cultura.

Il campanile dell'abbazia di Praglia
Il campanile dell'abbazia di Praglia

Che va promosso e tutelato nelle maniere più opportune anche con un mezzo a impatto zero come la bici. Impossibile perdersi nel meraviglioso tragitto disegnato all'interno di un'enclave chiamata da queste parti il giardino di Padova, proprio perchè nel fine settimana è letteralmente presa d'assalto dagli abitanti della bella città distante appena mezz'ora.

La segnaletica della pista ciclabile è identificata con la sigla E2. Come si diceva per percorrere l’intero anello non occorre essere dei campioni. Bisogna soltanto aver voglia di sperimentare questa nuova forma di turismo sulle due ruote e lasciarsi andare leggeri sull'onda delle emozioni che si susseguono una dopo l'altra. Le occasioni per fermarsi non mancano di certo tra siti storico-culturali importanti si trovano durante il percorso che coinvolge le città, tutte molto belle, ricche di spazi verdi e di aree per i più piccoli e per niente caotiche.

Le soste sono obbligate solo dalla bellezza e dalla sete di conoscenza di un territorio a due passi dalle Serenissima e dove il potere della Chiesa e della nobiltà ha lasciato ampie testimonianze. In molti hanno puntato con decisione sulle suggestioni della cultura come Arqua’ Petrarca, borgo che in onore del suo illustre vate toscano che qui visse e soggiornò a lungo ha addirittura cambiato il nome. Ma la storia dei luoghi come sempre accade è fatta dalle persone che li vivono. E qui in Veneto è evidente che a guidare lo sviluppo di tanti centri non può che essere stato l’amore e la cultura del lavoro. Si vede dall’agricoltura a tratti eroica in zone strappate alle paludi e bonificate per ospitare vigneti (alcuni come l’eccellenza dell’azienda Cà Lustra della famiglia Zavonello convertita alla biodinamica con convinzione) ed altre colture, ma anche dalle testimonianze del passato rese vive da musei come quello del Vino o delle Vie d’Acqua dato che qui i canali sono stati per secoli i luoghi di trasporto principali di merci e persone.

L'ingresso del parco regionale dei colli euganei
L'ingresso del parco regionale dei colli euganei

Ma come sempre bellezza e natura da sole non bastano se non ci si mette anche passione e competenza. Requisiti che ha tutti la guida Francesco Loreggian uno dei giovani della cooperativa Terra di Mezzo che gestiscono il centro di educazione ambientale del Parco Colli Casa Marina. Un vero eden che domina la collina dalle cui sommità nelle giornate di cielo terso lo sguardo può scorgere il mare.

Il luogo è meta continua di studenti che hanno la possibilità di fare tante attività e di visitare un territorio variegato con tanti microclima diversi e specie endemiche e un giardino botanico. Tornando in sella uno dei tratti più affascinanti lungo la pista ciclabile dei Colli Euganei va dal Laghetto Verde di Torreglia fino all’Abbazia di Praglia. Solo questa visita sarebbe un’ottima motivazione di viaggio. La chiesa abbaziale abitata da una comunità di monaci da cinque secoli - dedicata alla Beata Vergine Maria Assunta - è uno spettacolo di architettura e di vita dedicata al lavoro e al sapere come testimoniano molto bene gli oltre centomila volumi della biblioteca. Perché come dicevano i latini qui si nutre la mens (mente), per il corpore (corpo) occorre pedalare.

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