CRONACA

Libia, giallo sulla salma di Fausto Piano
Governo sotto accusa: "Ora la verità"

l arrivo di gino pollicardo e filippo calcagno e nel riquadro fausto piano
L'arrivo di Gino Pollicardo e Filippo Calcagno e, nel riquadro, Fausto Piano

A poche ore dal ritorno in Italia di Gino Pollicardo e Filippo Calcagno esplodono le polemiche sul mancato rientro delle salme di Fausto Piano, il tecnico di Capoterra, e di Salvatore Failla uccisi nell'assalto armato di mercoledì.

Ad andare all'attacco è il vice presidente del Senato Roberto Calderoli che chiede: "Adesso che i nostri due connazionali sopravvissuti sono rientrati in Italia, e non c'è più pericolo per la loro sorte, è il momento che il Governo faccia chiarezza sui tanti, troppi, lati oscuri di questa vicenda. Una chiarezza dovuta al Paese ma soprattutto alle famiglie dei due ostaggi uccisi, i cui corpi inspiegabilmente sono ancora in Libia".

Il dirigente della Lega Nord continua: "Questa è una delle prime domande cui dovranno rispondere Renzi e Gentiloni: perché, a distanza di quattro giorni, ancora non sono state rimpatriate le salme di Failla e Piano? Perché nè Renzi nè Gentiloni hanno trovato il tempo e la voglia di parlare con le famiglie di questi due nostri connazionali uccisi? Ma le domande più importanti sono quelle poste dalla vedova Failla e dal suo avvocato che accusano il governo italiano di aver pagato la liberazione degli altri due ostaggi con il sangue di Failla e Piano e che accusano il Governo italiano di non essersi opposto alla raid statunitense del 19 febbraio, pur sapendo che i bombardamenti avrebbero cambiato gli equilibri con le milizie libiche, mettendo così a rischio la sorte dei nostri ostaggi".

"E, infine, un'ultima domanda: abbiamo pagato un riscatto per la liberazione dei due ostaggi sopravvissuti? Di quanto? A chi? Ed è vero che il Governo italiano in precedenza ha pagato sei milioni a un mediatore sbagliato? Renzi e Gentiloni comincino a rispondere almeno a qualcuna di queste domande", ha concluso Calderoli.

Anche il figlio del sessantaduenne sardo, Stefano, rompe il silenzio e chiede al Governo di fare luce sulla tragica vicenda.

"Non lo abbiamo potuto riabbracciare da vivo, vogliamo farlo almeno da morto".

Poco dopo le 5 di questa mattina iontanto hanno fatto finalmente rienbtro a casa i colleghi di Fausto Piano.

Commossi, provati dalla prigionia ma sollevati.

Gino Pollicardo e Filippo Calcagno sono apparsi così appena scesi dall'aereo che li ha riportati in Italia. Appena varcata la soglia della palazzina di rappresentanza del 31esimo stormo all'aeroporto di Ciampino, i due tecnici italiani sono stati accolti dal lungo abbraccio dei familiari che erano lì ad aspettarli.

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