CRONACA

La Sardegna si spopola, è la prima volta
Le Acli: tra 60 anni saremo la metà

il centro di cagliari
Il centro di Cagliari

Le nascite diminuiscono, la popolazione invecchia e muore, molti giovani (e anche meno giovani, 40/50enni) vanno via per studiare o lavorare senza mai guardarsi indietro, gli immigrati arrivano in massa ma si trattengono il meno possibile e poi fuggono.

Il cocktail di questi numeri dà un risultato negativo, ed è la prima volta che la Sardegna perde abitanti.

"Nel 2015 le partenze non sono compensate dagli arrivi di stranieri: non era mai successo. La popolazione sarda non cresce più".

Lo certifica l’ultima ricerca sui flussi migratori delle Acli, come sempre unico strumento nel territorio regionale a dare un quadro della desertificazione umana nell’Isola.

Eravamo 1 milione 663 mila 859 all’inizio del 2014, siamo diventati 1 milione 663 mila 286 all’inizio dello scorso anno: 573 anime in meno. Nonostante gli stranieri residenti siano 2920 in più: da 42mila 159 nel 2014 a 45.079 nel 2015. "Siamo al giro di boa, in sessant’anni, se non si incide sul fenomeno, la popolazione sarà dimezzata", avverte Fabio Meloni, presidente regionale delle Acli.

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