CRONACA

Barbaricini e istinto predatorio, il Procuratore generale Saieva: "Parlavo dei criminali, non dei cittadini"

il procuratore generale roberto saieva
Il Procuratore generale Roberto Saieva

La premessa: «Tutto si può dire di me, tranne che sia prevenuto coi sardi. Ho lavorato per oltre dieci anni negli uffici requirenti, anche a Nuoro, e quando ho lasciato quella Procura ho commentato l'esperienza positivamente non escludendo di tornare in Sardegna». Poi l'aspetto che più gli preme: «Era evidente il riferimento non alla mentalità dei cittadini, ma alle condotte e alle dinamiche della criminalità barbaricina».

Il Procuratore generale di Cagliari Roberto Saieva vuole spegnere la polemica innescatasi lunedì quando Emilio Usula, consigliere regionale dei Rossomori eletto a Nuoro, ha chiesto «rispetto per il popolo sardo» puntando il dito contro uno «sgradevole e inaccettabile pregiudizio nei confronti della gente di Barbagia» commentando l'inaugurazione dell'anno giudiziario di sabato scorso a Cagliari.

In particolare, il passaggio della relazione del pg (Saieva, appunto) che recitava: «È agevole la considerazione che nella esecuzione di questi delitti si sia principalmente trasfuso l'istinto predatorio (tipico della mentalità barbaricina) che stava alla base dei sequestri di persona a scopo di estorsione, crimini che sembrerebbero scomparsi».

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