CRONACA

Siccità e grandi sprechi, bacini quasi vuoti e acqua che finisce in mare

Trentuno invasi di proprietà della Regione (gestiti da Enas), otto quelli solo dell'Enel, uno in mano a Abbanoa.

Nella terra che teme la siccità come la peste, centinaia di milioni di acqua raccolta dovrebbero lasciar tutti tranquilli, eppure - mentre nel nord dell'Isola comincia il razionamento delle risorse idriche e in Regione dicono che da Oristano in giù problemi non ce ne saranno - vale la pena ricordare che la gran parte delle dighe della Sardegna non ha il collaudo e che, di conseguenza, quando il livello delle riserve si alza queste vengono restituite ai fiumi e quindi al mare.

È il caso della diga Cantoniera sull'Omodeo, Busachi.

Pensata per l'irrigazione del Campidano di Oristano e per la produzione di energia elettrica, può contenere 790 milioni di metri cubi d'acqua ma quella che viene raccolta non arriva neanche alla metà.

Tutto a causa di tecniche di collaudo senza fine, di burocrazia, di rimpalli di responsabilità e, da qualche anno a questa parte, di una normativa per opere pubbliche e sicurezza antisismica che ha classificato la Sardegna sotto la voce "minimo sismico mondiale".

Oggi su L'Unione Sarda il servizio

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