CRONACA

Donne: in Italia un delitto ogni tre giorni. Nell'Isola tre su dieci vittime di violenza

una delle tante immagini diffuse oggi per la giornata contro la violenza sulle donne
Una delle tante immagini diffuse oggi per la giornata contro la violenza sulle donne

Ogni 3 giorni in Italia una donna viene uccisa dal partner, dall'ex o da un familiare.

Sono quasi 7 milioni (una su 3) le 16-70enni ad avere subito una qualche forma di violenza fisica o sessuale.

Nell'Isola, come certifica l'Istat su dati del 2014, sono stati tre i casi di femminicidio ma 29 donne su 100 donne fra i 16 e i 70 anni hanno subito violenza da parte di un uomo, nella maggior parte dei casi all'interno delle mura domestiche o da parte di ex (oltre il 16%). Il 12,5% ha subito violenza sessuale dal partner.

A livello nazionale, in oltre il 60% dei casi sono i partner attuali o gli ex a commettere gli abusi più gravi, e più di 9 volte su 10 il crimine non viene denunciato.

A fare il punto sui numeri dell'emergenza nella Giornata internazionale contro la violenza sulle donne è l'Organizzazione mondiale delle sanità, sottolineando che solo nel 2014 nel nostro Paese sono state 115 le vittime di femminicidio uccise dal marito, dal fidanzato o da un ex. Nella maggior parte dei casi (65,2% contro il 60,3% del 2006), i figli hanno assistito a episodi di violenza sulla madre.

Secondo i dati dell'agenzia Onu per la sanità, a livello mondiale oltre un terzo (35%) delle donne ha subito nel corso della vita una violenza domestica o sessuale, "una delle prime cause di morte o invalidità permanente" nella popolazione femminile. Per oltre 4 su 10 (42%) le violenze sono state perpetrate da uomini con cui avevano avuto una relazione intima, e l'abuso ha causato gravi danni alla salute.

E il 38% degli omicidi di donne nel mondo (uno su 4) viene commesso da un partner. "Quando una donna subisce una forma di violenza - avverte Flavia Bustreo, vicedirettore generale Oms per Salute della famiglia, delle donne e dei bambin - le ripercussioni sulla salute con cui dovrà fare i conti negli anni successivi sono molteplici: non si corrono rischi solo dal punto di vista fisico, ma anche a livello di salute mentale". Da studi recenti dell'ente ginevrino, emerge per esempio che le donne abusate fisicamente o sessualmente hanno 1,5 volte più probabilità di contrarre infezioni a trasmissione sessuale tra cui l'Hiv, e un rischio doppio di aborto. Una violenza in gravidanza aumenta anche il pericolo di dare alla luce bebè nati morti o di avere un aborto spontaneo.

L'abuso, infine, può sfociare in depressione, disturbi da stress post-traumatico, problemi di sonno e alimentari, stress emotivo e tentativi di suicidio.

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