CRONACA

Delitto Caria, l'appello della famiglia: "Vogliamo giustizia"

Era il tardo pomeriggio del 24 marzo scorso, all'interno di un villino di campagna, in località Funtana Marzu a Iglesias otto mesi fa veniva ucciso il 42 enne iglesiente Giorgio Caria.

L'assassino, ancora senza volto, lo ha ammazzato con oltre dieci coltellate: una inferta al petto, le altre alla schiena. Il movente è ancora un mistero. Chi è stato e perché? Era disoccupato Giorgio Caria, la sua morte risale a ventiquattr’ore prima che il suo corpo senza vita fosse ritrovato dai familiari.

Quindi quel martedì pomeriggio, dopo aver pranzato a casa di una sorella. Rientrato nella sua abitazione, in sella alla bici, avrebbe aperto la porta a chi, poco dopo, l’ha colpito con ferocia alle spalle, sferrandogli i colpi mortali.

Un delitto d'impeto, per il pubblico ministero della Procura di Cagliari Danilo Tronci che guida le indagini condotte sotto stretto riserbo e senza sosta dalla Squadra Mobile di Cagliari e dal Commissariato di polizia di Iglesias.

Si seguono diverse piste, in attesa di trovare riscontri che possano incriminare il colpevole. A distanza di otto mesi dall'efferato delitto ancora senza spiegazioni la sorella della vittima Barbara Caria ha deciso di rompere il silenzio per chiedere giustizia.

Su L'Unione Sarda in edicola l'appello di tutta la famiglia che attende di scoprire chi ha ucciso Giorgio e perché. «Esiste la giustizia per noi povera gente? Credo proprio di no. Però mio fratello deve sapere che noi non l’abbiamo dimenticato».

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