CRONACA

Via all'esercitazione Trident Juncture, sulla Sardegna missili e bombe Nato in quantità mai vista prima

un esercitazione nato a teulada
Un'esercitazione nato a Teulada

Il carico di missili e bombe della più grande esercitazione militare Nato dalla fine della guerra fredda verrà esploso fino al 6 novembre negli spazi dei poligoni di Teulada, Capo Frasca e (per quanto possibile, viste le prescrizioni della Procura di Lanusei) del Salto di Quirra.

Si chiama Operazione Trident Juncture che, assieme a Spagna e Portogallo, vede impegnata l’Italia con le basi di Trapani e Napoli, e appunto le servitù della Sardegna.

Per cinque settimane (si è cominciato il primo ottobre) dentro gli spazi militari dell’Isola verranno esplosi missili anticarro Milan, Tow, Spike che possono essere lanciati non solo dai caccia e dagli elicotteri ma anche dai mezzi blindati e dai cingolati a terra.

Missili, bombe e munizioni inerti e da guerra che ammorberanno di veleni i cieli e il paesaggio.

"Il Tridente Congiunto - avverte Mariella Cao, portavoce del Comitato Gettiamo le Basi - colpirà la Sardegna con una quantità mai vista prima, così promettono, di missili all’amianto, al torio, all’uranio e la miriade di veleni bellici: piombo, mercurio, fosforo, tnt, rdx, octol, criolite, difenilammina, etilcentralite, solo per citarne alcuni. Il Tridente ci porterà, inevitabilmente, la crescita della devastazione ambientale, di leucemie, tumori e malformazioni genetiche, eredità di oltre sessant’anni di perenni addestramenti di morte".

La Regione alzi la voce, sollecita Gettiamo le Basi. "Il governatore Pigliaru eserciti il diritto di opposizione ai diktat ministeriali, dimostri che la Sardegna non è suddita compiacente".

Intanto, però, mentre si aprono i fronti di guerra dal Mediterraneo all’Iraq e, a ben vedere, l’esercitazione Trident non sarà l’ultima di tale portata, il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito Danilo D’Errico ha gelato le aspettative di una riduzione delle servitù militari in Sardegna.

"Il numero dei poligoni militari, è di mera sufficienza - ha detto davanti alla Commissione Difesa della Camera -, cioè siamo ad un livello tale che non possiamo scendere al di sotto di quello che abbiamo, non possiamo più perdere spazi. Percepiamo la necessità di essere ecosostenibili, stiamo sollecitando l’industria per un munizionamento verde, con meno sostanze nocive, cerchiamo di fare il massimo, ma alla fine il colpo parte (risata, ndr), non possiamo evitarlo".

Arriva la replica di Roberto Cotti, senatore sardo dei 5 Stelle: «Siamo davanti a una nuova chiusura totale dell’Esercito su ogni ipotesi di riduzione dei poligoni, in particolare per Teulada».

Piera Serusi

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