CRONACA

Chiatti: bufera politica sul “mostro”
Vertice in Regione, rivolta a Capoterra

Il trasferimento del “mostro di Foligno” nella struttura residenziale psichiatrica di Capoterra dopo 22 anni nel carcere Dogaia di Prato (nel braccio dei pedofili) diventa un caso politico ad altissimo potenziale esplosivo.

Il ministro della Giustizia sarà chiamato a risponderne, mentre oggi è in programma un vertice alla Regione. Si sapeva dell'arrivo dell'assassino di bambini Luigi Chiatti? La Giunta poteva e doveva dire no?

La consigliera regionale del Centro democratico, l'avvocato penalista Anna Maria Busia, ha chiesto all'assessore alla Sanità di protestare a Roma, e ai parlamentari sardi di presentare un'interrogazione urgente.

Denuncia «una pesante violazione della legge» e «la slealtà dello Stato» che, «non tiene conto di una Regione virtuosa» in regola con i tempi imposti per il superamento dei vecchi ospedali giudiziari (gli ex manicomi criminali). In sostanza, è la tesi di Busia, la decisione di mandare nell'Isola un individuo che ha ucciso due bambini in maniera efferata, tuttora molto malato, sarebbe calata dall'alto e la Regione è stata zitta.

«Avrebbero dovuto mandare qui i sardi, oggi sparsi in vari lager d'Italia, invece il Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria ha sostenuto che noi non abbiamo nessuna voce in capitolo. Fanno quello che gli pare, infischiandosene perfino della legge. La questione è di una gravità inaudita», aggiunge Busia.

Intanto a Capoterra monta la protesta: «Noi qui non lo vogliamo», dicono in paese dove si diffonde il malcontento. Creata una pagina Facebook "Vogliamo il mostro di Foligno fuori dal nostro paese".

Cristina Cossu

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