CRONACA

Trappola assassina in Provenza: feriti turisti italiani

la moto e il cavo d acciaio
La moto e il cavo d'acciaio

Due italiani sono rimasti feriti, in Provenza, a causa di un cavo d'acciaio teso da sconosciuti su una strada provinciale.

A raccontare quanto accaduto pochi giorni fa è una dei due protagonisti, Cinzia Cecchini, motociclista di Cuneo, con un post su Facebook: "Il 18 luglio siamo partiti da Cuneo in moto per un giro in Provenza, Lac de Serre Poncon, Valensole con festa della lavanda, Costa Azzurra, per rientrare il lunedi. Ma il viaggio è iniziato alle 10 di sabato e finito lo stesso giorno alle 17. Dopo il pranzo al lago ci siamo diretti verso Venterol utilizzando la D854, una strada provinciale, e abbiamo lasciato le nostre cose presso il bed and breakfast L'Asphodele. Nel frattempo altre moto e altre macchine percorrevano la stessa strada. Il tempo di una doccia e di nuovo in sella per andare a cena a Gap. Imbocchiamo la stessa strada dell'andata, la maledetta D854, dopo neanche 700 metri Riccardo è stato costretto ad inchiodare, e grazie a Dio lo ha fatto, perché dei criminali avevano teso un filo di acciaio da una parte all'altra della carreggiata ad una altezza di 80 centimetri! Siamo caduti, persone del luogo ci hanno soccorso e hanno immediatamente chiamato la Gendarmeria e le ambulanze".

Entrambi sono rimasti feriti: "Io - prosegue Cinzia Cecchini - una caviglia rotta in più parti due operazioni e 3 mesi di immobilizzazione e Riccardo con testa dell'omero rotto e costole ammaccate e 2 mesi di convalescenza. In ospedale mi hanno detto che succede spesso nelle varie campagne e montagne ma non era mai successo su strade asfaltate e di così tanto passaggio. Questo mio sfogo ha il fine, sopratutto, di mettere in allerta i vari motociclisti che in vista dell'estate si mettono a percorrere strade che possono rivelarsi trappole omicide".

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