CRONACA

Buggerru, i turisti trovano la miniera chiusa e lasciano una lettera: "Vergogna"

siti minerari chiusi nel sulcis (angelo cucca)
Siti minerari chiusi nel Sulcis (Angelo Cucca)

I gioielli minerari chiusi in piena estate e la rabbia dei turisti di fronte ai cancelli con il lucchetto.

A cominciare dalla grotta Santa Barbara, continuando con la galleria Villamarina a Monteponi e la Henry di Buggerru, autentici gioielli minerari che in qualunque altra parte del mondo farebbero la fortuna degli operatori economici. Ma non da queste parti.

Si salva Porto Flavia, la galleria con vista sul faraglione Pan di Zucchero, che dal mese scorso è aperta tutti i giorni (solo al mattino da lunedì a venerdì, anche nel pomeriggio sabato e domenica).

Si sarebbero voluti "tuffare" nella cultura mineraria anche i turisti che, domenica pomeriggio, da Baia Sardinia hanno raggiunto Buggerru per visitare la galleria Henry. Ma hanno trovato il lucchetto e nessuna indicazione.

La rabbia è stata tanta, al punto che hanno affisso una lettera nel cancello, poi diffusa dal deputato Mauro Pili.

"Siamo partiti da Baia Sardinia per vedere le miniere tanto rinomate - è scritto nella lettera firmata da Patrizia Gottari - grandissima delusione e rabbia non solo nel trovare chiuso, ma per la poca informazione. Una vera vergogna. Strutture del territorio non messe a frutto. Crisi? Come sempre meritata. Cordiali saluti e viva l'economia".

Non finirà qui. La questione relativa alla gestione del patrimonio minerario è oggetto di un'interrogazione che Mauro Pili presenterà nelle prossime ore al ministro dei Beni culturali richiamando il "codice Urbani" nel quale rientrano i beni minerari che, pertanto, "devono obbligatoriamente essere resi fruibili anche perché tutelati dalla rete mondiale dei geoparchi".

Il parlamentare di Unidos parla di "negligenza allo stato puro di chi ha dilapidato le risorse pubbliche in allegre gestioni e poi non si è occupato di gestire il vero giacimento di questo territorio, abbandonato a se stesso".

Pili accusa la Regione, "latitante e incapace di gestire un insieme di emergenze archeologiche minerarie davvero uniche, nell'offerta turistica del Mediterraneo".

Evidenziando la "scena vergognosa" avvenuta a Buggerru, Pili aggiunge: "Una situazione inaccettabile considerato che la Regione ha scaricato, come suo solito, il problema ai Comuni i quali, per vedersi aprire le strutture, devono ricorrere al proprio portafoglio stanziando fino a 1000 euro al giorno".

Per Pili è "vergognoso che la Regione di fatto se ne lavi le mani e non si preoccupi, come sarebbe doveroso e obbligatorio, di gestire i siti attraverso l'Igea che ha competenze e risorse per sovrintendere all'apertura in piena sicurezza dei siti".

Cinzia Simbula

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