CRONACA

Fatima, la jihadista della porta accanto
"Tagliate la testa agli infedeli"

maria giulia sergio alias fatima zahra
Maria Giulia Sergio, alias Fatima Zahra

Maria Giulia Sergio, la ragazza italiana che si è data il nome di Fatima e da mesi vive in Siria insieme al marito albanese col quale ha abbracciato la causa dell'Isis, parlando via Skype coi genitori e la sorella rimasti in Italia invitava senza mezzi termini a "tagliare la testa" agli infedeli e a chi contestava la jihad.

Nelle conversazioni intercettate dagli inquirenti e che hanno portato all'arresto di tutta la famiglia che stava a sua volta per partire in Siria, la foreign fighters di 28 anni originaria di Torre del Greco, spiega alla madre rimasta in Italia che nel califfato avrà una casa con l'orto, mentre al padre dice che è lui che comanda e che deve prendere la madre per i cappelli e portarla in Siria.

Sergio Sergio, la moglie Assunta e la figlia Marianna, arrestati mercoledì a Inzago, nel Milanese, saranno interrogati sabato 4 luglio.

Sempre sabato, ma nel carcere di Bollate, verrà interrogata la zia di Aldo Kobuzi (marito di Fatima), Arta Kacabuni, arrestata in Toscana.

E' stata attivata, invece, la procedura di estradizione per lo zio di Aldo, l'albanese Baki Coku, 37 anni, preso ieri a Lushnje, a circa 70 chilometri a sud di Tirana.

Intanto, le indagini della Digos, coordinate dal procuratore aggiunto Maurizio Romanelli e dal pm Paola Pirotta, proseguono con l'analisi del materiale, soprattutto informatico, sequestrato durante le perquisizioni e concentrandosi anche su tre soggetti che farebbero parte dell'associazione con finalità di terrorismo con il ruolo di arruolatori e reclutatori dell'Isis.

Si tratta di Ahmed Abu Alharith "coordinatore dell'arrivo dei foreign fighters in Siria" (intercettato su un'utenza turca), un libico "coordinatore dell'invio dei combattenti" e Abu Sawarin "responsabile dei 'francesi' in arrivo nel territorio dello stato islamico".

Per questo gli inquirenti milanesi stanno indagando anche con la collaborazione internazionale di autorità e forze di polizia di altri Paesi.

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