CRONACA

Scorie, la domenica del NoNucle-Die
Pigliaru: "No deciso della Giunta"

ganau alla protesta anti scorie
Ganau alla protesta anti scorie

Nel giorno del NoNucle-Die anche il governatore Francesco Pigliaru ribadisce il no della Regione alla dislocazione in Sardegna del sito unico per lo stoccaggio delle scorie.

"Sulla questione scorie la posizione della giunta è molto chiara e l'abbiamo esposta sin da principio senza giri di parole, sia ai cittadini che al governo".

Ha scritto il presidente su Facebook.

"Il no alle scorie in Sardegna è un no deciso, che non lascia spazio ad alcuna negoziazione. Il sentimento della comunità sarda su questo tema è forte, e da parte nostra lo confermiamo.

In occasione di Sa Die, il 28 aprile scorso, abbiamo fortemente voluto e sostenuto in Consiglio regionale un ordine del giorno che esprime questa volontà in maniera unitaria e ci impegna tutti a rispettarla con fermezza.

La nostra ricchezza è il nostro ambiente e sulla Sardegna grava già il peso eccessivo delle servitù militari: il deposito delle scorie sarebbe una nuova servitù che non vogliamo".

Queste le parole di Pigliaru a sostegno di una presa di posizione già ribadita dal presidente del consiglio regionale Gianfranco Ganau che oggi ha preso parte alla manifestazione in piazza d'Italia a Sassari.

Il flash mob in sei piazze della Sardegna è iniziato puntuale alle 11 del mattino.

A Cagliari la protesta ha interessato la via Roma proprio di fronte al palazzo del consiglio regionale, con i manifestanti che si sono sdraiati sull'asfalto mentre, come avevano chiesto gli organizzatori del NoNucleDie, hanno suonato le sveglie di tutti i telefoni cellulari.

Manifestazioni in contemporanea anche a Sassari, Nuoro, Oristano, Olbia e Bosa.

A Sassari, come detto, è sceso in piazza anche l'ex sindaco Ganau.

Il conto alla rovescia per la scelta del sito è ormai scattato (entro il 15 giugno il governo dovrebbe sciogliere la riserva), gli allarmi più o meno attendibili si moltiplicano e la Sardegna.

Perché neanche il referendum del 2011 approvato con maggioranza schiacciante, un netto no del Consiglio regionale e un fronte trasversale compatto di politici sardi sono riusciti a scongiurare il rischio che quel deposito (per lo stoccaggio di oltre 15mila metri cubi di rifiuti ad alto rischio) finisca in Sardegna.

© Riproduzione riservata


UOL Unione OnLine

Più Letti
Loading...
Caricamento in corso...

}