CRONACA

Ebola, condizioni "stazionarie"
Indagine sul viaggio di ritorno

il trasporto del paziente sassarese contagiato dal virus ebola
Il trasporto del paziente sassarese contagiato dal virus Ebola

Restano "stazionarie" le condizioni dell'infermiere di 37 anni ricoverato allo Spallanzani di Roma dopo aver contratto il virus Ebola.

Intanto il Ministero della Salute ha aperto un'inchiesta interna per ricostruire, in tutti i suoi dettagli, l'intero percorso del collaborante di Emergency dal suo ritorno in Sierra Leone.

Ieri mattina in prefettura a Sassari si è tenuto un vertice per fare il punto sulle possibilità di contagio alla luce della psicosi che si è diffusa nei giorni scorsi.

"La macchina dei soccorsi per gestire l'emergenza ebola a Sassari ha funzionato complessivamente bene, nonostante la presenza di soggetti forse non direttamente interessati al percorso assistenziale. Cosa che, per quanto deprecabile, non ha comunque inficiato le operazioni di soccorso", ha detto l'assessore regionale della Sanità, Luigi Arru, dopo il vertice con il prefetto, Salvatore Mulas, ed i commissari dell'Azienda ospedaliera universitaria, Giuseppe Pintor, e della Asl, Agostino Sussarellu.

Arru ha assicurato che tutte le procedure previste per gestire l'emergenza, messa a punto ad ottobre dello scorso anno, sono state seguite alla lettera. "È vero che non avevamo la barella a biocontenimento - ha spiegato Arru - ma questo non ha condizionato le operazioni previste dal protocollo. La barella è arrivata in Sardegna in tempo utile per il trasporto grazie all'Aeronautica militare e da oggi l'Isola ne avrà due in dotazione, una a Cagliari e una a Sassari".

Per quanto riguarda la polemica sui "selfie" e le foto alla barella che trasportava l'infermiere di 37 anni, su cui è intervenuta anche il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, l'assessore Arru ha spiegato che "sono in corso verifiche per capire se ci siano stati comportamenti da sanzionare". Intanto la mamma e due sorelle dell'infermiere colpito dall'Ebola rimangono in quarantena, mentre altre dieci persone: cinque del Reparto malattie infettive, tre del 118 e due del laboratorio di analisi sono in quarantena volontaria, dovranno cioè rimanere isolate per 21 giorni e comunicare eventuali sbalzi della temperatura.

Arru ha inoltre rinnovato l'invito alla calma. "Sino al momento in cui il paziente contagiato non presenta sintomi, la possibilità di diffusione del virus è irrilevante".

Le polemiche però non si placano. L'ex governatore Ugo Cappellacci e il consigliere regionale Fi Ignazio Locci hanno attaccato l'assessore Arru: "A ottobre disse che la Sardegna era pronta a fronteggiare qualunque emergenza legata al virus Ebola, ora non può uscire fuori candidamente, come se niente fosse, e dire che saranno ordinate le barelle". E ancora: "Se tutto era pronto, come mai mancavano perfino le barelle? Si tratta di un'omissione gravissima, che dimostra l'inadeguatezza di chi oggi guida la Sanità nell'isola. Arru - concludono i due esponenti azzurri - farebbe meglio a riflettere e ad assumere le sue responsabilità".

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