#CARAUNIONE

La lettera del giorno

"Quei mezzi che la notte non passano: ordinaria disavventura a Cagliari"

Il racconto di un lettore 81enne, con un autobus atteso invano e mezz'ora di strada a piedi sotto la pioggia
immagine simbolo (foto da google)
Immagine simbolo (foto da Google)

"Gentile redazione,

scrivo per raccontare dell'odissea vissuta a Cagliari, grazie agli 'efficienti' mezzi pubblici, nella serata di venerdì 3 maggio.

Parto dall'ora a cui sono arrivato a casa, le 23.08, dopo una camminata, tutta in salita, da via Petrarca fino a casa mia, in via San Giacomo. E tutto ciò alla giusta velocità che mi consentono i miei mezzi da ottantunenne: ci ho messo mezzora esatta e niente male direi, per di più sotto una pioggerella fitta fitta.

Racconto i fatti: ero a cena da Ago's, una bella serata tra amici, ogni tanto ci vuole.

All'uscita, gli amici con la macchina ci hanno offerto un passaggio, ma noi, vivendo in zona Ztl, abbiamo preferito andare alla fermata del 6, in via Petrarca, poco prima di via Dante. Il 6 ci avrebbe lasciato in viale Regina Elena, altezza Unione Sarda, e poi, piccupiccu, tutto in discesa, pochi passi e finalmente a casuccia.

Ho scaricato da tempo la meravigliosa app del Ctm, e questa dichiarava il prossimo passaggio del 6 per le 22.36. Anche il display riportava lo stesso orario.

Ma qui, da quel momento inizia la magia; ogni minuto che passava, anche il tempo d'arrivo aumentava di un minuto...arrivo previsto alle 22.37, poi alle 22.38, poi alle 22.39, e così via.

Alle 22.43 eravamo vicini vicini a coincidere con l'anelato arrivo. Sullo schermo il segnale 22.44 lampeggiava, che vuol dire: 'Stari arribendi!'. Mi sfrego le mani dalla gioia.

Ed ecco spuntare da via Pergolesi un pullman con la scritta luminosa 'DEPOSITO'.

Come, dico io, proprio ora che tocca al 6, cussu chi mi deppiri portai a domu?

Scendo dal marciapiede ...ma il bus non si ferma, neanche per scherzo. Dopo poco ne passa un altro, anch'esso con un bel 'DEPOSITO LUMINOSO' a frustrare i miei desideri oramai disperati. Gli autisti hanno deciso di tornare a casa, evidentemente.

Purtroppo non è la prima volta che mi capita, e, ho paura, non sarà neanche l'ultima".

Bruno Massidda - Cagliari

***

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