#CARAUNIONE

La lettera del giorno

"Nanga Parbat, le nuove colonne d'Ercole"

"Non comprendo il motivo che può spingere un uomo a sfidare la natura", una riflessione sulla morte di Daniele Nardi
daniele nardi morto sul nanga parbat (foto facebook via ansa)
Daniele Nardi, morto sul Nanga Parbat (foto Facebook via Ansa)

"Cara Unione,

il mio pensiero potrà forse essere impopolare, ma non riesco proprio a tenerlo per me: non comprendo il motivo, forse anche la 'passione', che può far spingere un uomo a sfidare la natura, a sfidare una morte certa lasciando a casa moglie e figlio.

Non capisco perché un gesto del genere, che per me di eroico non ha niente, ma che trovo egoistico e privo di coscienza, possa far sentire 'grande' un uomo e possa renderlo 'grande' agli occhi di tante persone.

Non capisco perché osannare e non condannare scelte di questo genere che possono oltretutto mettere in difficoltà la comunità qualora dalla sfida si esca, e sia già una fortuna uscirne, con danni permanenti.

In una sfida tra uomo e natura, il peso della conoscenza e della formazione molto poco incide. E allora parliamo di 'gara di coraggio'?

Oggi sopravvivere alla quotidianità senza spingersi verso le alte montagne o sugli speroni impraticati maledetti, è già una grande sfida e ancor più atto di coraggio mettere al mondo i figli e crescerli, il coraggio e la sfida oggi è assumersi le proprie responsabilità e portarle avanti a testa alta con sacrificio e determinazione.

Noi siamo 'Ulisse' tutti i giorni perché la vera sfida è la vita, non abbiamo bisogno di oltrepassare il limite; la sete di conoscenza si può colmare senza dover necessariamente oltrepassare le colonne d'Ercole, per intenderci; bussa alla porta del tuo vicino e chiedigli perché la mattina non ti saluta o lo fa con il capo abbassato. Sono certa che se si aprirà sarà un nuovo mondo da scoprire, una nuova sfida ogni giorno.

A volte, davvero, non è necessario lanciarsi nel vuoto per sentirsi grandi, per sentirsi amati, per sentirsi coraggiosi.

Chi sfida la natura e si sente onnipotente, il più delle volte ne esce perdente.

E ora spiega a tuo figlio che non ti ha accanto, quanto sei stato coraggioso a sfidare la natura e piegarti sotto ai suoi piedi tanto da perdere la tua vita. Sarà orgogliosamente infelice e senza un padre.

Questo, almeno, è il mio pensiero".

Gloria - Cagliari

***

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