#CARAUNIONE

La lettera del giorno

"Da un mazzo di fiori a un ponte, la burocrazia italiana che spaventa"

La riflessione di un lettore sulle lungaggini e le complicazioni imposte dalla burocrazia nel Paese
immagine simbolo (foto da pixabay)
Immagine simbolo (foto da pixabay)

"Gentile redazione,

ho letto nei giorni scorsi che, per regalare un mazzo di fiori da 22 euro ad una giovane campionessa sportiva, un Comune marchigiano ha dovuto seguire un percorso burocratico davvero complesso.

Preventivo a un fioraio, determina firmata di quattro pagine, invio del codice di acquisto a Autorità anticorruzione, Inps per sapere se l'esercente fosse in regola con il pagamento del contributi e Inail per conoscere eventuali situazioni debitorie a carico.

Quindi inoltro della copia della spesa ai revisori dei conti con specifica dell'assenza di conflitti d'interesse con il fornitore, e ancora invio del conto corrente del fioraio all'Anac per dimostrare che l'acquisto è stato eseguito in via diretta e senza gara di appalto in quanto lì non esiste un fioraio indicato dal Consip.

Infine, il Comune ha dovuto dichiarare di avere la disponibilità finanziaria per coprire la spesa.

Ora io mi dico: ma è mai possibile avere in Italia una simile burocrazia? Se questo è l'iter per acquistare un mazzo di fiori, non oso pensare quale potrà essere quello per realizzare il nuovo ponte di Genova. Altro che qualche anno, caro Toninelli...".

Efisio Manca - Torino

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