Villasalto

VILLASALTO, comune della Sardegna, nel mand. di Pauli Gerrei, nella provincia d’Isili, e diocesi di Cagliari; dipende dal tribunale di prima cognizione, e dall’intendenza d’Isili; è compreso nella tappa d’insinuazione di Cagliari, e nel distretto esattoriale di Orroli.

Sorge in un sito elevato della montuosa e silvestre Galila, nel Capo di Cagliari, a tramontana di questa città.

Le strade che di qua tendono ai circostanti villaggi non sono praticabili che con bestie da soma.

Nel territorio di Villasalto ha principio un ruscello detto Spigulu, il quale, nascendo dal monte di Spiniadorgiu, scorre tra Ballao e Armungia, e si versa nel Dosa: questo ruscello alimenta trote squisite ed anguille.

Nelle parti montuose e boschive, fra i ghiandiferi il leccio vi è comunissimo: vi abbonda il selvaggiume; daini, cervi e cinghiali son facili prede al vigile cacciatore.

L’agro di Villasalto è assai fertile, e si fanno buone ricolte di cereali: ordinariamente si seminano starelli 1200 di grano, 1000 d’orzo, 100 di fave, 9 di legumi e 60 di lino. Il grano suol rendere il 6, l’orzo il 7, le fave l’8, i legumi il 4, e il lino meno del 2 in seme e un cantaro di fibra per starello.

Le vigne occupano circa 400 starelli di terreno; ed i vini che se ne fanno sono assai riputati.

Vi allignano piante di frutta d’ogni specie; le più comuni sono i peri, i meli, i susini ed i mandorli; i noci vi fanno buonissima prova.

I terrazzani di Villasalto mantengono numeroso bestiame, perchè abbondano quelle piante delle cui frondi son ghiotte le capre e le vacche; per le pecore e le altre bestie v’ha in copia fieno, trifoglio, ed avena. Alcuni anni addietro noveravansi 500 vacche, 150 giovenche, 1400 buoi, 5000 pecore, 3600 capre, 1600 cavalli, 100 cavalle e 300 giumenti; anche i majali sono in grande novero, poichè quasi in ogni casa se ne alleva uno che poi uccidono a suo tempo. Il commercio del vario bestiame si fa cogli abitanti del Campidano.

Per l’amministrazione delle cose sacre vi sono in Villasalto tre sacerdoti, cui si calcola fossero corrisposti per la decima dei frutti maggiori, scudi sardi 902, per quella dei frutti minori, 577: ma giova ricordare che le decime in Sardegna furono abolite.

Vi si tiene un’annua fiera nella prima domenica di giugno, in occasione della festa di s. Barbara.

Il comune di Villasalto conta 340 case; 361 famiglie; e 1472 abitanti, i quali sono specialmente dati all’agricoltura ed anche alla pastorizia: le donne tessono pannolani di molta durata che vendono soldi 10 il palmo; e dividono al tempo delle messi coi loro mariti la fatica con la falce che sanno ben maneggiare. I villasaltesi godono una complessione robusta; vivono sobriamente, e presso loro non sono rari i casi di una straordinaria longevità; sono affaticanti, religiosi ed ospitali; vengono però accusati di essere litigiosi, e tenaci delle loro opinioni.

Le più frequenti malattie vi sono le infiammazioni del torace, e le febbri reumatiche ed intermittenti.

Villasalto, siccome paese montuoso, è dominato da tutti i venti; le pioggie vi sono quasi continue dal principio di autunno fin verso la metà di primavera; e bene spesso vi cade il fulmine.

Villasalto veniva compreso nel marchesato di Villaclara, proprio di D. Pietro Vivaldi Pasqua, duca di s. Gioanni, il quale lo rilasciò al R. Demanio, ricevendo in compenso di questa cessione il prezzo di lire sarde 84183. 6. 8, pari a lire nuove 161538. 40. Dalla liquidazione delle rendite dei villaggi compresi in questo marchesato risultano a carico di Villasalto lire sarde 1475; non a carico 70; totale lire sarde 1545.

 
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