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Ussassa

USSASSA o USSÀSSAI, villaggio della Sardegna nella provincia dell’Ogliastra, compreso nel mandamento di Sehui sotto la giurisdizione del tribunale di prima cognizione di Isili, già parte della Barbagia Seùlo, pertinenza dell’antico regno di Cagliari.

La sua posizione geografica è nella latitudine 39° 49' e nella longitudine orientale dal meridiano di Cagliari 0° 17'.

Siede appiè della catena dell’Arqueri, dove essa, che fin qua era diretta verso austro si incurva volgendosi a ponente-libeccio, prossimamente alla sponda destra del maggior confluente del Dosa, che qui dicono Gellài, ed ha un orizzonte assai ristretto, perchè in non molta distanza a greco-levante, a greco ecc. sorgono delle eminenze le quali circoscrivono la prospettiva, e fanno riparo alla ventilazione. I venti che vi passano liberamente sono il settentrionale, che vi si precipita per la valle, il greco, che vi passa per la gola Isàra, ed anche il meriggiano. Il caldo estivo è assai sentito come nell’inverno il freddo, ed in altre stagioni l’umidità e la nebbia, la quale però non è dannosa. Nell’estate vi accadono degli sconcerti elettrici, fulmina e grandina; nelle altre stagioni piove più spesso, che nelle maremme. L’aria è piuttosto salubre.

Territorio. È generalmente montuoso, ma non mancano dei piani un po’ ampi nelle valli, sebbene pietrosi.

La roccia calcarea trovasi frequente, e v’è pure dell’argilla bianca e rossa per mattoni, tevoli ecc.

Abbiam già notato le principali montagne: ed alle sorgenti alla parte orientale danno essi il nome di Miàna, Corongiu, un cui fianco levasi dritto sì che pare una muraglia, di Isara a quello che fiancheggia ad austro il detto passaggio; l’altre poi che si elevano nella regione settentrionale son da essi dette Geddài, S’unturgiu e Irzioni.

Le fonti sono in grandissimo numero, e se ne trovano in tutte parti, quali più, quali meno abbondanti, e nella maggior parte perenni.

Si formano da queste fonti molti rivoli, e sono nominati Mattalèi, Forrus, Bacu-Isara, Bau-Salessi, Costa-Alai, i quali nell’inverno, e quando per pioggie scendono i torrenti, si guadano con qualche pericolo, massime per il principale (il Gellai), perchè anche in questo mancano i ponti, onde occorre non rade volte che restino rotte le comunicazioni da una ad altra parte del fiume.

Il selvaggiume vi è copiosissimo e un cacciatore può ricrearsi insidiando i mufioni, i cervi, i cinghiali ecc. Le volpi sono frequenti e maledette da’ pastori per il danno che causano alle greggie. Si vedono tutti i grandi uccelli di rapina, gli uccelli ricercati da’ cacciatori, comprese pure le specie acquatiche. Ne’ rivi si prendono trote ed anguille.

I grandi vegetabili sono sparsi in ogni regione e si trovano tutte le specie solite nelle montagne sarde. In certi luoghi fanno selva. Di queste le più notevoli sono denominate volgarmente, una Donnapruna nella regione settentrionale, l’altra Bacu-Isara a levante verso greco, le quali hanno una estensione considerevole e sono meglio conservate che in altre parti.

Popolazione. Il censimento del 1846 portava il totale degli abitanti di Ussassa a 499, distribuiti in famiglie 152, ed in case 143.

Ripartivasi poi questo totale nelle seguenti età in uno ed altro sesso: sotto gli anni 5 maschi 40, femmine 33, sotto i 10 mas. 39, fem. 32; sotto i 20 mas. 57, fem. 45; sotto i 30 mas. 34, fem. 36; sotto i 40 mas. 32, fem. 31; sotto i 50 mas. 39, fem. 20; sotto i 60 mas. 13, fem. 23; sotto i 70 mas. 9, fem. 10; sotto gli 80 mas. 3, fem. 2; sotto i 90 mas. 1.

Distinguevasi poi secondo le condizioni domestiche, il totale de’ maschi 267 in scapoli 159, ammogliati 94, vedovi 14; il totale delle donne 232 in zitelle 111, maritate 95, vedove 26.

Il movimento della popolazione dava le seguenti medie nascite 20, morti 9, matrimoni 4.

Nel carattere fisico e morale gli ussassesi non differiscono da’ senìti. Vestono nella stessa foggia.

La scuola elementare fu frequentata da non più di 4 fanciulli. Forse in 30 e più anni da che questa istituzione fu ordinata, non uscì da questa scuola un solo ragazzo che sapesse leggere e scrivere.

Agricoltura. Ussassa è uno de’ luoghi in cui l’agricoltura è poco o nulla cresciuta. Non mancano terreni che potrebbero dare a sufficienza a sei volte il numero attuale degli abitanti; ma si lasciano incolti, e le quantità delle seminagioni sono le seguenti, starelli di grano 120, d’orzo 70, di fave 2, di legumi 2, di lino 5, di meliga pochissimo.

La fruttificazione ordinaria comune è del 7 per uno.

La regione è ottima per la vite, ma la coltivazione è ristretta e le specie sono poche. La bontà non è molta e la quantità non molto considerevole, sì che ne han poco guadagno.

Gli alberi fruttiferi non sorpassano i quattro mila ceppi. Le specie più comuni sono ficaje, peri, susini, ciriegi, castagni, pomi.

Le specie ortensi che si coltivano sono poche e servono a ben poche famiglie, le altre poco curando di questo elemento del vitto che potrebbero avere.

Fino all’abolizione del sistema feudale erano pochissimi i chiusi. Forse non passavano i 15, ed il maggiore non aveva un ettaro di superficie, forse dopo la distribuzione dei terreni sarà cresciuto il numero e si sono formate delle tanche; il che noi non abbiamo potuto verificare, perchè generalmente in Sardegna non si risponde a quesiti di studio sebbene utilissimi. Chi vuol sapere deve andare, e per conoscere le variazioni bisogna ritornarvi.

La pastorizia è ancora nello stato selvaggio. Il bestiame di servigio numera buoi 100 per l’agricoltura, cavalli e cavalle 50, giumenti 80. Si aggiungono circa 40 majali. Il bestiame rude ha capi vaccini 300, capre 3500, pecore 3000.

I formaggi hanno pregio per la bontà conferita da’ pascoli.

L’apicoltura può numerare 900 alveari. Si ha pure del miele amaro.

Commercio. Si fa questo co’ negozianti di Tortolì. Il trasporto è difficile, ma quando (chi sa in qual tempo) sarà tracciata la strada provinciale alla Ogliastra, i paesani di Ussassa potranno raggiungerlo per un piccol tronco.

Religione. La parrocchia di Ussassa è compresa nella diocesi della Ogliastra ed è servita da un solo prete che finora portò il titolo di vicario.

Il suo titolare è s. Gioanni Battista, cui si festeggia non già nella commemorazione della sua natività, ma in quello della decollazione.

Le chiese figliali sono tre ed hanno nome una da s. Nicolò l’altra da s. Lorenzo, la terza da s. Girolamo.

Nella campagna trovasi una chiesa rurale dedicata al santo Salvatore verso settentrione, che dista dal comune a viaggio pedestre più d’un’ora. È di antica costruzione e pretendesi fabbricata prima assai del mille, non molto dopo la istituzione dell’episcopato Barbariense.

Antichità. Di nuraghi se ne possono indicare soli sei, e sono denominati, Mela, Coccorroni, Nuraxi, Joni, Tacuaddai, Gennagodi, e quest’ultimo è per grandezza più considerevole degli altri. Il detto semplicemente Nuraxi è quasi intiero, gli altri distrutti in molte parti.

Nel territorio di Ussassa ricorda la tradizione due popolazioni mancate da tempo antico e non ricordate da nessun documento. Erano esse Orassu e Tropigittezei.

 
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