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Ussara-manna

USSARA-MANNA [Ussaramanna], villaggio della Sardegna nella provincia d’Isili, compreso nel mandamento di Lunamatrona, sotto il tribunale di prima cognizione d’Isili, già parte della Marmilla, antica curato-ria del regno di Arborea.

La sua posizione geografica è nella latitudine 39° 42' e nella longitudine occidentale dal meridiano di Cagliari 0° 1'.

Siede in un vallone piuttosto largo, elevandosi un colle alla sua parte di ponente-libeccio ed un altro assai più grosso alla parte di sirocco-levante; e siccome più in là sorgono altre eminenze, si può intendere che il suo orizzonte è assai ristretto e la ventilazione impedita, che gli abitanti devon molto patire della umidità, della nebbia, e che respirano un’aria che in certe stagioni è impura di miasmi perniciosi esalati dalle paludi che forma il fiume di Setzu con le sue innondazioni, delle altre che producono le alluvioni e principalmente dalla palude di Pauli Arbarei, che trovasi nello stesso vallone a circa due chilometri verso ostro-scirocco.

Territorio. Si estende questo da ponente a levante, occupando il fondo della valle e parte delle pendici de’ sunnotati colli che la fiancheggiano.

Le fonti sono piuttosto rare, e nel paese bevesi da’ pozzi un’acqua carica di minerali, grave allo stomaco e disgustosa al palato di chi è solito bevere da fonti migliori.

Ne’ luoghi che restano incolti non si trovano che rare macchie. La caccia non ha che alcune volpi, molte lepri e dei conigli ne’ greppi dei poderi.

Popolazione. Nel censimento del 1846 si notarono in questo paese anime 544, distribuite in famiglie 153 ed in case 148.

Si distingueva il totale delle anime in uno ed altro sesso secondo le diverse età nelle seguenti parziali: sotto gli anni 5 maschi 23, femmine 44; sotto i 10 mas. 25, fem. 20; sotto i 20 mas. 61 fem. 53; sotto i 30 mas. 45, fem. 41; sotto i 40 mas. 42, fem. 43; sotto i 50 mas. 34, fem. 27; sotto i 60 mas. 28, fem. 24; sotto i 70 mas. 16, fem. 15; sotto gli 80 mas. 1, fem. 2.

Si distinguevano poi secondo la condizione domestica, il totale dei maschi 275 in scapoli 157, ammogliati 103, vedovi 15; il totale delle donne 269 in nubili 139, maritate 103, vedove 27.

Il movimento della popolazione dà le seguenti medie, nascite 22, morti 11, matrimoni 5.

La mortalità è solitamente maggiore nella prima età; le malattie più frequenti sono le febbri periodiche e maligne, e le infiammazioni del petto e dell’addome.

Per li costumi non si ha da notar nessuna differenza dalle consuetudini de’ luoghi vicini, Siddi ecc.

La professione principale è l’agricoltura, pochissimi attendendo alla pastorizia, più pochi a’ mestieri.

Le donne si occupano al solito sul telajo.

La scuola elementare non ha più di 6 fanciulli. Quelli che nel paese san leggere e scrivere forse non sono 7.

Agricoltura. Molte parti di questo territorio sono di quella fecondità, di cui è lodata la Marmilla.

Per la seminagione si consumano ordinariamente starelli di grano 850, d’orzo 200, di fave 250, di legumi 25, 90 di lino.

La fruttificazione comune ed ordinaria è dal 12 al 15.

L’orticoltura non è molto curata ed usa poche specie.

Il vigneto non occupa grande spazio di terreno, sebbene vi sieno regioni che poco idonee a’ cereali, renderebbero assai se fossero piantate a viti.

La varietà delle uve non sono più di 10; la vendemmia è abbondante, tenuto conto dell’area produttiva. Il vino è pregiato e lo sarebbe di più se fosse fatto con miglior metodo.

Anche per gli alberi fruttiferi il suolo è ben favorevole; ma gli ussaresi trascurano questa cultura, ed il numero dei ceppi forse di poco sorpassa i 3000. Le specie più comuni sono olivi, mandorli, ficaje ecc.

Finora poche parti del territorio furono chiuse per farvi agricoltura e mettervi a pascolo il bestiame do-mito; ma ora che la chiusura delle proprietà è favorita dalle leggi, si moltiplicheranno i chiusi.

La parte che lo è stata già non sopravanza le giornate 150.

Pastorizia. Il bestiame manso o di servizio per l’agricoltura e per il trasporto consiste in buoi 220, cavalli e cavalle 34, giumenti 140.

Il bestiame rude si computa di vacche 80, porci 300, pecore 1200.

L’apicultura è generalmente negletta.

Il commercio degli ussaresi è poco considerevole. Essi trasportano le loro derrate in Selluri, donde distano circa 11 miglia.

Religione. Ussara è compresa nella diocesi d’Uselli o d’Ales, ed è amministrata da un prete, che fa le veci del prebendato e dicesi vicario perpetuo, perchè inamovibile.

La chiesa parrocchiale ha per titolare s. Ciriaco. Essendo la vecchia già cadente fu necessità di edificarne una nuova, la quale è ancora lungi dal compimento.

La festa principale è per il detto titolare.

Antichità. Non mancano in questo territorio i nuraghi; ma non ne possiam dare nè il numero, nè i nomi, perchè avendo perduto la nota compilata nel tempo de’ nostri viaggi non fu possibile poterla ottenere. La negligenza del vicario e di quelli che avrebbero potuto satisfare alla domanda è pari alla scortesia, la quale è quella che si vede in villani che non hanno nessun rispetto.

L’aggiunto di Manna che vediamo dato ad Ussara indica che in questo territorio vi fu già a non molta distanza un altro paese dello stesso nome, il quale era detto Ussara minore e comunemente Ussarella.

Quando questo comune o forse frazione del comune di Ussara-manna, cessasse di esser abitato non si sa, non ricordando gli stupidi abitatori di questa regione che le cose avvenute nella loro vita. Probabilmente esso fu colpito dalla stessa disgrazia, che rese deserto Sitzamus nel 1728, quando una grossa turba di malviventi invasero, saccheggiarono ed ammazzarono crudelmente quanti voller difendere i proprii diritti.

Il territorio di Ussarella restò ben conosciuto ne’ suoi limiti, come quello di Sitzamus, perchè de’ frutti di questo e di quello godevasi la decima uno de’ canonici della cattedrale di Ales.

 
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