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Ursulè

URSULÈ [Urzulei], villaggio della Sardegna nella provincia di Lanusei, compreso nel mandamento di Tortolì sotto la giurisdizione del tribunale di prima cognizione del suddetto capoluogo, e già parte del dipartimento e giudicato dell’Ogliastra, pertinenza del-l’antico regno cagliaritano.

La sua situazione geografica è nella latitudine 40° 15', e nella longitudine occidentale dal meridiano di Cagliari 0° 23' 40".

Siede nell’ampia falda della collina detta Monte Gruttas per le molte spelonche che vi sono aperte; il qual particolare ricorda i cenni che si trovano negli scrittori de’ tempi romani degli antri, in cui perseguitati i popoli iliesi indipendenti e nemici sempre de’ dominatori andavano a celarsi.

Esposto il paese al levante, difeso dalla tramontana, dal maestro e dal libeccio, per le eminenze che lo riparano da quelle parti e ventilato dalle altre; ma siccome da queste parti spira caldo, si può quindi intendere che nell’inverno la temperatura è mite, e che se d’estate il calore è temperato devesi questo all’influenza de’ venti periodici marini.

Le pioggie non sono molto frequenti, e poche volte nevica nell’inverno. Le tempeste di grandine non sono rare nell’estate. La nebbia ingombra quasi tutti i giorni il paese, massime soffiando il levante e il si-rocco; essa però è innocua, perchè veramente sono nuvole basse.

L’aria stimasi salubre, e nel paese sono rarissime le febbri d’intemperie anche pe’ forestieri, se non le colgano in siti malsani, e se non bevano dalle acque malsane che si hanno nell’abitato. Onde gli ursuleresi sono sani e robusti, e molti vivono ad età provetta, se loro non rompa il filo della vita la vendetta de’ nemici.

Il comune è composto di quattro frazioni o vicinati, come dicono i sardi, divisi da quattro ruscelli.

Il primo è detto di Lugardia; il secondo Su Cucureddu o s. Giovanni; il terzo Lorischina; il quarto Imi-dei.

Gli indicati rivoli provengono due da Montegruttas, e sono il rio di Oroteddi o Montemannu e S’Arangiu; gli altri due dal Monteporcile, e sono Lorischina e Argiola de mortus.

La strada principale percorre i quattro rioni con quattro diversi nomi: Is Sumugas, Muristeni, Zerregore, e S’Istempu o s. Jorgi.

Paludi. Nella regione di Fennau si vedono molti laghi, i quali ricevono le acque delle alluvioni, e nella estate restano prosciugati.

Alla distanza di circa tre miglia verso levante si trova una palude di circa tre chilometri di circonferenza, e di figura quasi triangolare, che dicesi mare de Ursule, e resta dietro la catena delle colline di Baunèi.

Territorio. Esso è amplissimo, e si estende forse per non meno di 80 miglia quadrate!!! considerando quello, su cui essi credono aver diritto, giacchè non riconoscono o stentano a intendere che il demanio possa possedere territorii.

L’immensa massa calcarea nella cui parte più alta siede Ursulè, forma quasi due piani, uno inclinato verso l’austro, in cui sono Baunèi e Talàna; l’altro inclinato verso greco-tramontana, e prolungato al doppio.

Notasi una lunga catena di colline, in sulla quale è il paese, la quale si estende per circa 20 miglia dal meriggio di Talana, sino al ponente-maestro di Dorgali.

Questa catena da dove comincia ad austro sino a Ursulè forma una notevole montagna, che dicono monte Allori; da Ursulè o Scala de Piscopu sino alla chiesa di s. Giuseppe dicesi costiera di Silanu, e in questo punto è una interruzione dal resto, e passa un rivo, formato dalla riunione de’ rivi dell’Allori, che portano le acque delle sue pendici contro maestrale, e quelle di Corruboe.

A poco più di due chilometri a sirocco-levante del detto luogo di s. Giuseppe comincia un’altra catena di colline, la quale procede quasi paralella all’altra per circa miglia 7 1/2, e termina alle spalle di Dorgali.

È poi a notare l’altra catena di colline, che dicesi di Fennau, la quale si allunga di circa miglia 4, e disposta nella direzione del meridiano, dista a ponente da Ursulei di circa miglia 3.

Le eminenze isolate sono moltissime; ma degne di esser notate sono quella che sorge al maestrale di Ursulè, e appellasi monte Lodune; quindi Genna Cruxi e Genna Silana, che restano di contro alla catena Silana a levante della medesima, e quella al meriggio di questa.

Gli ursuleresi fanno distinzione di ogni distinta eminenza, e le nominano come fossero ciascuna una montagna. Così dalla parte di Baunei e Dorgali indicano Ozio, Orronèle, Cucureddu, Scala de pigas.

Nuragi, Coabba, che da una parte confina con Dorgali, dall’altra con Baunei, Saraghinu o Saracinu, Fanucciu, Margiane de Ponte a s. Anna in Ursulè.

Dalla parte di Orgoso od Orgolo prossimamente a Fennau, i monti Gorroppu, Olagos, Su Calavrigu, Stefai, Su Murdegu, Ischerdelai, Crobecu, Arbenas, Uncas, Sa Fundade, S’abba, Abbuducostu.

Dalla parte di Talana i monti Mamore-Isteccone, Su Cannigiu, Coste de Cerbos, Firialbu, Praxi-Margiani, Sa Lua, Genna intra prizzas, Pedra longa, Sannuni, Cracuisoni, Su pràigi de donnu Inturu.

Dalla parte di Triei i monti Genna de Cucuzzai, Genna de Murgungiau, Punta de maloru, Genna dessas venas, ec. ec.

Abbiamo accennato del Montegruttas, che vale quanto il dire monte delle spelonche, ed or diremo che a piè del medesimo incontro al paese vi sono sette grotte, alte assai, e larghe talchè vi si possano comodamente ricoverare più di 1000 capre. Il colore della roccia calcarea nella fessura, per cui entrasi in quegli spechi, rosseggia.

In Fennau v’è una grotta di smisurata capacità, dove però nessuno osa di penetrare molto addentro, per il gran vento che spegne le torcie. Dicesi Sa grutta de Mammuccone, come è parimenti nominata la montagna in cui è aperta; ha l’entrata arcuata, larga circa metri 3, ed altrettanto alta.

A poca distanza da questa si entra alle falde del monte Lòdulu in una grotta dello stesso nome, dove nell’inverno si ricoverano i pastori col bestiame.

 
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