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Tula

TULA, villaggio della Sardegna nella provincia d’Ozieri, compreso nel mandamento di Oskeri, sotto la giurisdizione del tribunale di prima cognizione di Sassari, e nell’antico dipartimento di Montacuto, se pure in principio non abbia fatto parte di quello di Anglona, come pare più probabile. La sua situazione geografica è nella latitudine 40° 44' e nella longitudine occidentale dal meridiano di Cagliari 0° 8' 20".

Siede al piede dell’altipiano del Sasso in su’ confini della gran pianura, che dicesi campo di Ozieri, in esposizione ai venti dal levante al meriggio per lo scirocco, restando coperto al maestrale e ponente dal pianoro suddetto del Sassu, a libeccio dall’altro che dicono del Sassittu, al settentrione ed al greco da’ monti della Gallura.

Nell’estate il termometro si leva talvolta a’ 30° di Reaumur, nell’inverno il freddo è spesso mite, ma offende quando sentesi insiem con l’umido. I temporali estivi ed autunnali non sono nè frequenti, nè nocivi, nell’inverno non dura molto sulla terra il nevazzo; ma le nebbie dominano principalmente nell’autunno, le quali però non persistono molt’ora. L’aria non è molto da lodare per la salubrità.

Il territorio di Tula è diviso in due regioni, una montana, l’altra piana.

La regione montana comprende una parte dell’altipiano del Sassu, ed il colle detto dessa Sia terminato in un piano, che fu già parte del maggior anzidetto pianoro, finchè non si dissolvette intorno la roccia e formò una collina ed una valle dove scorre una parte delle acque del Sassu e si versa nel Termo alla sinistra.

Nel Sassu trovasi la trachite di varii colori, che forma lo strato superiore. L’altra roccia dominante è la calcarea, e nella grotta, che si conosce entro la circoscrizione di Tula trovasi la calce carbonata, concrezionata ed incrostante. Nel campo trovansi de’ massi di granito.

Molte sono le fonti aperte nella regione alta e versano acque salubri, limpide e leggere; ma nel piano sono rare, e quasi tutte ingrate al gusto e gravi allo stomaco.

Tale è poco più o meno l’acqua de’ pozzi; e però massime nella estate le persone agiate mandano a provvedersi dalla fonte detta Sos istatos, che trovasi alla falda della montagna in distanza di mezz’ora dall’abitato.

Fonte minerale Su Frangone. Nel luogo così detto è una fonte, le cui acque nel bacino presentano un color ferrigno e ne hanno anche il sapore. Anche il terreno da cui sorge pare ricco dell’ossido di questo metallo. Meriterebbe di essere esaminato bene il luogo e l’acqua analizzata. Si formano dalle suddette fonti alcuni rivi, de’ quali abbiamo già accennato quello che scorre nella valle della Sia.

Noterò quindi il ruscello, che dicono Piliarvu (Pili arvu), il quale aduna le sue acque dalle fonti del Sassittu incontro al settentrione e da quelle del Sassu, che scorrono verso libeccio, e volge contro il levante per versarsi dopo miglia nove di corso nel Termo alla sua sinistra. Esso segna i limiti tra Tula ed Ozieri.

Il Termo ricinge i limiti orientali del Tulese quasi in figura semicircolare, e lo divide da quello di Oskeri ed anche da quello di Berchidda.

In altri tempi il Sassu era popolatissimo di grandi vegetabili; adesso la selva è in molte parti diradata dal ferro ed in qualche parte dal fuoco. Si trovano mescolate la quercia, il rovero, l’elce con diverse altre specie cedue. In molti siti la vegetazione è di ammirabile prosperità, e fruttifica tanto da restarne soddisfatti i pastori, che di rado si mostrano contenti pur quando la natura benignamente favorisce alla loro inerzia, che meriterebbe perpetue disdette.

Tra gli arbusti sparsi per la landa si notano principalmente il cistio, il citiso, il corbezzolo ed altre specie, dai fiori de’ quali le api traggono molto miele.

Il selvaggiume abbonda massime nelle montagne. I cinghiali sono in grandissimo numero e si trovano anche prossimi alla popolazione, e non si stenta ad incontrar cervi, daini, volpi, lepri ed il porco spino. Gli uccellatori fanno gran preda, massime in certe stagioni, di pernici, beccaccie, colombi, tortorelle, merli, tordi, quaglie, meropi ecc., e nelle acque anitre, folaghe, galline d’acqua ecc.

È parimente abbondante la pesca ne’ vicini fiumi, principalmente nel Termo, il quale somministra alle mense trote deliziose, anguille grosse e saporitissime nell’autunno, e talvolta anche pesci di squame, il muggine e la boga.

Popolazione. Si numerava nel censimento del 1846 di anime 926, distribuite in famiglie 229 ed in case 218.

Si deve poi aggiungere la popolazione silvestre di anime 119, distinte in famiglie 23, case 22, sì che il totale delle anime sarebbe di 1045. Queste sono famiglie galluresi, che per poter fruire de’ pascoli si avvassallano, come usasi dire, ossia si sottomettono a tutte le gravezze degli abitanti.

Questo totale complessivo si distingueva secondo le età nel seguente modo:

Sotto gli anni 5 maschi 78, femmine 90; sotto i 10, mas. 72, fem. 73; sotto i 20, mas. 102, fem. 90; sotto i 30, mas. 86, fem. 58; sotto i 40, mas. 68, fem. 69; sotto i 50, mas. 70, fem. 60; sotto i 60, mas. 20, fem. 41; sotto i 70, mas. 18, fem. 32; sotto gli 80, … fem. 1.

Distinguevasi poi secondo la varia condizione domestica in quest’altra maniera;

Nel totale maschi 527 erano scapoli 325, ammoglia-ti 193, vedovi 9: nel totale femmine 520, erano zitelle 262, maritate 87 (!!), vedove 71.

Il movimento della popolazione ha queste medie, nascite 45, morti 25, matrimoni 10.

I nativi del paese godono buona salute, fortemente temperati alle naturali condizioni del clima: egli è però vero che molti periscono ne’ primi anni, e non tanto per la intemperie del clima, quanto perchè non si bada alla conservazione delle tenere creature, e non si usano le precauzioni, che ragione vorrebbe; il che si avvera, come altrove, massime nella classe più povera.

I tulesi sono gente dabbene, sebbene facilmente irascibili e nell’ira facili ad eccedere, sobri, laboriosi, di buoni modi, cortesi co’ forestieri e buoni vicini colle popolazioni limitrofe, e disposti ne’ bisogni a favorirli ed ajutarli. Aggiungerò alle altre qualità che sono religiosi e niente avidi dell’altrui, mentre difendono con tutta l’energia i loro diritti.

Ne’ giorni festivi attendono alle consuete ricreazioni del canto e della danza a canto.

Ai mestieri attendono tanti, quanti vuole il servigio della popolazione, gli altri sono applicati all’agricoltura ed alla pastorizia.

Le donne lavorano ne’ telai il lino e la lana per l’uopo delle rispettive famiglie e pel lucro.

L’istruzione elementare ha poco o nulla giovato, perchè forse una decina di persone in trent’anni hanno imparato a leggere ed a scrivere. I fanciulli che accorrono all’istruzione quando sono in maggior numero non sorpassano la quindicina.

In altri tempi il monte Sassu era un luogo di asilo pei banditi, dove, riuniti in grosse masnade, riposavano sicuri dopo le loro escursioni, nulla temendo della forza pubblica, perchè questa mancava. Sebbene anche in tempi poco lontani continuassero a frequentarvi; tuttavolta è vero che non vi faceano ordinaria stazione, e di rado vessavano i passeggieri. I banditi erano non già tulesi, ma fuorusciti dell’Anglona, ed anche della Gallura.

Agricoltura. Nella circoscrizione di Tula sono ottimi terreni per tutti i generi di coltivazione, e principalmente per quella de’ cereali, e sono tanto ampi, che potrebbe quadruplicarsi il lavoro se si avessero braccia sufficienti.

L’ordinaria seminagione si è di circa starelli 500 di grano, 200 d’orzo, 100 di fave, e una indeterminata quantità di legumi.

L’ordinaria fruttificazione del grano è del 10 per uno, ed in annate ubertose del 20.

Il lino riesce bene, e ne sono seminate larghe aree. Per poco che se ne faccia si ottengono 1000 cantaretti di fibra ben pettinata.

 
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