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Tuìli

TUILI, villaggio della Sardegna nella provincia d’Isili, compreso nel mandamento di Barumini sotto la giurisdizione della prefettura di Oristano, già parte del-l’antico dipartimento della Marmilla che apparteneva al regno d’Arborea.

La sua situazione geografica è nella latitudine 39° 47' 50" e nella longitudine occidentale dal meridiano di Cagliari 0° 9' 35".

Siede alle falde meridionali del grande altipiano, che dicono Giara Manna in esposizione al meriggio.

Resta coperto da’ venti boreali per l’anzidetta mole, e sente l’influenza degli altri, sebbene qualche ostacolo possa diminuire la forza di alcuni: dirò del maestro, alla cui parte levasi il terreno nel fianco della stessa giara, e a quella del mezzodì, dove è un gruppo di colline, in cui sono notevoli il così detto monte Leonaxi ed il monte Coloru.

Nell’estate il calore è talvolta insopportabile per quello che vi è irradiato direttamente e per quello che vi è riflettuto dalle pendici della Giara: nell’inverno poi è sentito talvolta il freddo che offende per la unita umidità.

Le pioggie sono scarse come altrove, rare le tempeste di gragnuola e le nevate, sebbene piuttosto leggere, che coprono i tetti ed il suolo per alcuni giorni. La nebbia è frequente dove il terreno è più basso, e manifestandosi spesso al tramontar del sole continua per tutta la notte sino a che il calore del giorno la faccia svanire, come accade principalmente di estate.

Dalle notate condizioni si può facilmente dedurre che l’aria è poco salubre nell’estate massimamente e nell’autunno.

Però lo stato sanitario della popolazione risponde a questa insalubrità. Le malattie più frequenti sono le febbri intermittenti, le ostruzioni ecc.

Territorio. La sua superficie di poco avanzerà le 5 miglia, ed è prolungata nella linea meridiana. Non si comprende però in questa quantità quella parte del-l’altipiano che appartiene al comune e che si computa di circa 1000 giornate.

Questa parte della Giara era ancora in là di mezzo secolo, folta di vegetabili di alto fusto; indi cominciò a diradarsi dal fuoco e dalle scuri, si estrassero le radici ed ora si trova ridotta ad una misera landa, sparsa raramente di arbusti di cisti, filiree, corbezzoli, prugni, rovi, spini.

In quella parte della superficie, che si estende dal ciglio della Giara al paese, trovansi diverse eminenze, e sono nominate le più notevoli, Montigheddu, S’eremu, de Tia Anna, Majola, Planu.

Le due prime sono poco distanti dal villaggio ed in mezzo alle altre due.

Il restante del territorio è quasi tutto piano, perchè sono niente notevoli le eminenze che si trovano.

Nella frontiera Tuilese della Giara, o dirò nella pendice della medesima che appartiene a Tuili, sono non poche tanche alberate di quercie e di lecci con alcuni tratti arativi, la cui superficie può ragguagliarsi a ettari 50. Le altre specie vegetali sono il lentisco che serve di siepe a’ detti poderi, il corbezzolo, ed il mirto.

Lunghesso la stessa frontiera sono molte ottime acque sorgive, tra le quali meritano di essere menzionate quelle che si dicono volgarmente Tuluraddu, Anudorju, Santa Elisabetta, Madau de Scala, le altre hanno pure acque di pari bontà, ma nella estate cessano di dare.

Si possono quindi notare le seguenti, la cui acqua non serve che per l’abbeveraggio degli animali, perchè sanno alquanto di salso, e sono quelle di Curculeus e Gioiana nella pendice e perenni, e l’Acqua salsa e Su bacu dessa pira nel piano e nella regione meridionale.

Da ultimo indicheremo sulla Giara, nella parte che appartiene a Tuìli, altre tre fonti perenni, che danno ottima acqua e si appellano, Sa Mitza dessa Salamessi, Sa Mitza de Nurillu,e Sa Mitza de puzzu Amenta.

In questo altipiano sono quattro paludi, e diconsi Pauli-manna, la quale è la principale per grandezza di bacino, donde esce in stagioni piovose un rivo, che scende nel territorio di Setzu, e rade l’abitato; Pauli Piccia, Pauli Murdeju e Pauli Cruxi, dalle quali formasi nell’indicato tempo un altro ruscello, che ingrossandosi nel suo corso per i piccoli torrenti e rigagnoli della costa passa in mezzo all’abitato di Tuìli, e talvolta impedisce per molte ore il passaggio da una ad altra parte; ed accade ciò per giorni, quando le pioggie continuino assai forti. Sono invero diversi ponticelli per valicarlo, ma così bassi che restano spesso coperti.

Nella stagione estiva cessa il corso delle acque perchè si svaporano le paludi e mancano gli altri rigagnoli. Ma la palude principale è più raramente che sia tutta prosciugata.

Dentro l’abitato esistono quattro pozzi comunali per l’abbeveramento del bestiame di servigio e per usi domestici, e sono detti, Funtana manna, Bangius, Puzzu Eguas e Sibiricu; quindi quasi ogni casa tiene il proprio nel suo cortile.

Il selvaggiume che trovasi nel territorio di Tuili consiste in volpi, che sono assai numerose, lepri, conigli, alcune martore e qualche daino.

Ad eccezione delle aquile ed avvoltoi, che venendo dalle regioni montagnose vi passano non di rado, si trovano in questo territorio tutte le specie che sono comuni, sì di rapina, come nibbi e varie specie di astori, corvi ecc., sì di caccia come pernici, colombi, quaglie, tordi, merli, beccaccie, calandre.

Popolazione. Nel censimento della popolazione del-l’isola pubblicato nel 1846 si notarono in Tuili anime 1190, distribuite in famiglie 287 ed in case 264.

Quel totale di viventi distinguevasi ne’ seguenti modi:

Secondo le diverse età: sotto li 5 anni, maschi 85, femmine 84; sotto li 10, mas. 72, fem. 68; sotto i 20, mas. 118, fem. 117; sotto li 30, mas. 84, fem. 87; sotto li 40, mas. 85, fem. 72; sotto i 50, mas. 73, fem. 67; sotto li 60, mas. 52, fem. 48; sotto li 70, mas. 33, fem. 28; sotto gli 80, mas. 8, fem. 9.

Secondo le condizioni domestiche il totale dei maschi 610 si divide in scapoli 372, ammogliati 212, vedovi 26; il totale delle femmine 580, in zitelle 312, maritate 211 (?) vedove 57.

La media annuale del movimento della popolazione è di nati 45, morti 20, matrimoni 10.

La costruzione delle case è a pietra con argilla, che sono intonacate a calce solo nell’interno o semplicemente imbiancate sull’intonaco della stessa argilla con delle soffitte o soppalchi per riporvi le granaglie, i legumi ed altre provviste che vogliono essere preservate dall’umidità.

Di case fabbricate nel modo di quelle di città non se ne annoverano più di quattro, ciascuna con la sua cisterna, con orti e giardini di agrumi o verzieri.

Ogni casa ha il suo cortile e l’orticello. Nel cortile trovasi sempre il letamajo, il quale è una delle principali sorgenti de’ miasmi estivi. Tienesi a fermentare per tutto l’anno e non si toglie per trasportarlo e spargerlo nei campi, che nell’autunno.

Le vie sono per la maggior parte dritte; ma per lo più anguste sì, che in alcune non può transitare il carro.

A questi inconvenienti, se li sentissero gli uomini del consiglio comunale, potrebbero rimediare facilmente, facendo rientrare i muri a secco, che si son portati troppo avanti.

Il carattere de’ tuilesi è piuttosto buono, essendo uomini tranquilli, religiosi, rispettosi dell’autorità.

 
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