Pagine Sarde Logo 
Lo cerchi in Sardegna? Lo trovi su Pagine Sarde!
PagineSarde.it
 

Tonara

TONARA, villaggio della Sardegna nella provincia di Nuoro, capoluogo di mandamento, sotto il tribunale di prima cognizione della predetta città. È compreso nella Mandra-e-lisai, regione della Barbagia, e dipartimento dell’antico regno di Arborea.

La sua posizione geografica è nella latitudine 40° 1' 10", e nella longitudine orientale dal meridiano di Cagliari 0° 4'.

Siede nell’alto tra il principio di due valli, una inclinata verso austro, l’altra nella parte contraria, ma non nel mezzo perchè il suo più alto rione è di alcun poco distante dal vortice o linea divisoria delle acque ne’ primi gradi della discesa all’austro.

Questa valle australe è fiancheggiata a levante dalla montagna, detta Genna de Floris, a ponente da va-rii colli, uno de’ quali è detto propriamente Su Toni o Tòniri.

Questa parola nell’uso del paese significa generalmente grandi roccie ed enormi rupi ardue e difficili all’accesso. Noi la ritroviamo in altri luoghi della Barbagia, nel ramo australe del Montargento, dove è il Tòniri di Irghini, e nei monti della Barbagia Seulo in una roccia che resta ad ostro-libeccio e a due miglia dalla Petra-Iliana.

Siccome di detti toni o tòniri si trovano alcuni presso il paese considerato, però stimano molti che il suo nome Tonara derivi da’ medesimi.

Il comune di Tonara è diviso in quattro frazioni o rioni, che nel paese diconsi vicinati. Questi vicinati sono ordinati in scala nella discesa del monte, o nella sua pendice.

Il rione superiore e insieme il più popolato ha il nome proprio di Arasulè, ed è disposto incontro all’austro.

Il secondo è detto Tòneri o Tòniri, meno popolato del precedente, ma più degli altri. Ha questo nome perchè dalla parte di ponente si appoggia al gran colle detto su Toni o Tòniri, onde resta in esposizione incontro al levante.

Il terzo si nomina di Taleseri, resta più a levante degli altri ed esposto all’austro.

Il quarto, inferiore agli altri perchè prossimo agli ultimi gradi della pendenza, e meno degli altri popolato, appellasi di Ilalà, giace al scirocco degli altri e riguarda il ponente, restando diviso da Taleseri per un ruscello, che ha le sue scaturigini nella parte superiore della montagna, volgarmente appellata del Sèssini.

Le acque di questo ruscello per ragione del sito scosceso e sassoso scorrono rapide e tanto sonanti, che pure, quando esse sono in poca quantità, bisogna gridare perchè si senta la voce da una sponda all’altra.

Le strade del paese sono in generale scoscese e strette. Ma fuori del paese a piccola distanza trovansi alcuni tratti dove si può passeggiare, e nell’estate rallegrasi la vista in una prospettiva amenissima, e da qualche parte assai larga.

Trovandosi Tonara presso al gruppo del Montargento in molta elevazione presso montagne che mantengono nel dorso per molti mesi la neve, intendesi che il clima deve esser freddo; tuttavolta per la situazione che abbiamo accennata restando tutte le frazioni del medesimo difese dalla tramontana ed in esposizione all’austro il freddo invernale non è tanto intenso, quanto si potrebbe supporre, epperò il suolo facilmente si disgombra delle nevi se a’ temporali nevosi seguano giornate serene.

Spesso dentro il paese il nevazzo levasi ad un metro, e resta delle settimane intere. I vecchi conservan memoria della nevata del gennajo 1793, quando in alcuni siti dentro l’abitato il nevazzo elevossi a metri 10 e più ancora dove la tormenta ammucchiava le falde. Si rammentano altri temporali, ma non di effetto tanto notevole.

Il freddo in certe notti d’inverno va sino a - 8°.

Come le nevi così le pioggie estive cadono qualche volta a torrenti, e tutti ricordano il temporale notturno del 3 ottobre del 1830, che durò sole due ore, e rovesciò molte case, e cagionò gravissimi guasti nelle campagne e nei boschi, e l’altro de’ 24 luglio 1831, il quale scoppiò dopo le due pomeridiane e proseguì per due ore danneggiando molto più che aveva fatto il precedente.

Di primavera e di autunno si vedono nelle valli e nelle gole delle montagne nebbie dense, le quali però non sono mai state riconosciute maligne, essendo esse veri nuvoli.

L’umidità sentesi ne’ tre rioni inferiori e nulla nel superiore.

Il maestrale riflesso dalla montagna di Genna de Floris vi si fa sentire e spiega molta forza, che nuoce a’ seminati ed agli alberi. Il libeccio fa altrettanto.

L’aria di Tonara è pura d’ogni maniera di miasmi.

Territorio. Non è questo molto esteso perchè forse la sua area non pareggia le 20 miglia. Esso è quasi tutto montuoso, non pertanto non mancano de’ piccoli piani.

La montagna principale è la così detta Genna-de-Floris, la quale è una dipendenza del Montargento, di cui può trovarsi la descrizione nell’articolo Sardegna. Dalla sua giogaja scuopronsi tutte le regioni occidentali e lo sguardo distendesi ne’ mari di ponente.

In molti tratti la selva de’ ghiandiferi, mescolati di altre specie, è folta, e si vedono alberi annosi e folti; in altri è rara e gli alberi di aspetto meschino.

Le fonti si aprono a tutti i passi per così dire, e alcune di una copia notevole. Le acque sono di tutta bontà.

Qui però devesi fare una eccezione, e sarebbe per l’acqua che bevesi nel vicinato di Toneri, acqua che non è di cattivo gusto, ma che tuttavolta si sente men buona di quella che bevesi negli altri rioni. Alla quale si attribuisce certa deformità che patiscono molti di coloro che ne bevono e specialmente le donne, e voglio dire il gozzo, che in alcune cresce al volume d’un’arancia ordinaria, in altre anche più. Intanto questa supposizione viene a confermarsi in quanto parecchie donne degli altri rioni, le quali frequentano il rione di Toneri e vi stanziano per le loro faccende contraggono per lo più la stessa deformità. Si è fatta osservazione sopra alcune donne di Arasulè, le quali per matrimonio o per altro qualunque motivo avendo trasferito il loro domicilio in Toneri indi a poco lasciaron vedere nel collo un piccol nodo, che andò crescendo a poco a poco sino al sunnotato volume.

Nel territorio di Tonara si formano alcuni rivi, de’ quali uno discende nella valle boreale, l’altro nella valle australe, il quale, come abbiam notato, ha origine nel monte Sessini.

Il grosso selvaggiume vi è abbondante, e si trovano cervi, cinghiali e mufioni. È pure abbondantissimo l’uccellame grosso e gentile.

Popolazione. Nel censimento del 1846 si notarono in Tonara anime 2476, distribuite in famiglie 648 ed in case 472 (forse 572?).

Il detto totale distinguevasi in uno ed altro sesso secondo i diversi periodi dell’età nelle seguenti parziali; sotto gli anni 5 maschi 145, femmine 159; sotto li 10 mas. 137, fem. 134; sotto i 20 mas. 154, fem. 196; sotto i 30 mas. 118, fem. 154; sotto i 40 mas. 131, fem. 128; sotto i 50 mas. 116, fem. 138; sotto i 60 mas. 104, fem. 117; sotto i 70 mas. 98, fem. 118; sotto gli 80 mas. 81, fem. 98; sotto i 90 mas. 76, fem. 30; sotto li 100 mas. 27, fem. 17.

Distinguevasi poi secondo le varie condizioni domestiche il totale de’ maschi 1187, in scapoli 693, ammogliati 436, vedovi 58; il totale delle donne 1289 in zitelle 691, maritate 439, vedove 159.

I numeri medi del movimento della popolazione sono i seguenti; nascite 95, morti 65, matrimoni 18.

Molti vivono alla decrepitezza, e tra il 1830 e 32 morirono due più che secolari.

 
loading
Edicola de L'Unione Sarda