Tinnura

TINNURA, villaggio della Sardegna nella provincia di Cuglieri, compreso nel mandamento di Tresnuraghes, sotto il tribunale di prima cognizione di Oristano. Era parte del dipartimento della Planargia, antica curato-ria del regno di Logudoro.

La sua posizione geografica è nella latitudine 40° 16' 20", e nella longitudine occidentale dal meridiano di Cagliari 0° 34'.

Siede dove il pianoro della Planargia cessando di essere eguale fa ripa, e cominciano a sorgere alcune colline dimettendosi il livello al vallone di Bosa.

Vi è una sola strada diretta da levante a ponente, ed altra mezza che resta di traverso.

Resta esposto a tutti i venti, un poco meno a quelli che hanno ostacolo nelle accennate eminenze.

La temperatura è mite di estate per i venti periodici di mare, e non si patisce di freddo nell’inverno se non domini il vento boreale. Un’altra buona condizione dello stesso clima si è che non è nè umido, nè nebbioso. L’aria si riconosce pura e salubre.

Il territorio di Tinnura è ristrettissimo, e tutta l’area appena avrà un miglio e mezzo quadrato.

Nel medesimo si trovano poche fonti, pochissimo bosco, ed appena si vede qualche lepre, se non vengano altri animali dalla parte di Sindia.

Nel censimento del 1846 si numeravano in Tinnura anime 172, distribuite in famiglie 42 e in case 38.

Si trovarono sotto i 5 anni, maschi 10, femmine 14; sotto i 10 mas. 9, fem. 12; sotto i 20 mas. 20, fem. 15; sotto i 30 mas. 8, fem. 16; sotto i 40 mas. 12, fem. 8; sotto i 50 mas. 11, fem. 11; sotto i 60 mas. 5, fem. 7; sotto i 70 mas. 6, fem. 5; sotto gli 80 mas. 1, fem. 1; sotto i 90 fem. 1.

Si distingueva secondo le condizioni domestiche il totale di maschi 82 in scapoli 46, ammogliati 35, vedovi 2; il totale delle femmine 89 in zitelle 48, maritate 35, vedove 6.

L’unica professione è quella dell’agricoltura, e non v’è chi eserciti alcun particolare mestiere, e chi ha bisogno servesi da Tresnuraghes.

Si volle stabilire l’istruzione elementare, ma per mancanza di studenti restò chiusa la scuola.

Agricoltura. Il terreno è più atto alla seminagione dell’orzo, che a quella del grano per essere molto leggero, come lo qualificano quegli agricoltori.

Si hanno 35 gioghi di buoi da lavoro, ed ogni giogo può arare circa dieci starelli d’orzo e di grano. E in questo resta compresa tutta la seminagione.

La fruttificazione è quale la notammo per Sagama e Suni.

La vigna prospera con molto lusso sino ad anni 15 o 20, poi invecchia ed isterilisce. Le uve sono per lo più nere, perchè queste vengono meglio che le altre. I vini neri, e qualche parte bianchi, sono piuttosto di buona qualità. Si cuoce alcun poco di mosto per sapa.

Gli alberi fruttiferi sono fichi e ciriegi, il cui totale non sopravanza i cento individui.

Si hanno pochissimi chiusi per seminarvi e tenervi a pastura il bestiame di servigio. L’area complessiva forse non eccede le 100 giornate.

Pastorizia. Ai più de’ notati gioghi o coppie di buoi si hanno circa 50 vacche mannalite, ed una quarantina di porci che si prendono piccoli e si nutrono nei cortili delle case, e pascolano nel prato comunale.

Tinnura è compreso nella diocesi di Bosa; la parrocchia è governata da un solo prete, che ha il titolo di rettore.

La chiesa parrocchiale è denominata da s. Anna, e sono circa 74 anni che fu rinnovata.

La festa principale è per la titolare addì 26 luglio, nel qual giorno concorrono molti dai paesi vicini per aver parte alla danza che si fa all’armonia delle zampogne o del canto, e nei banchetti.

Il cimiterio è contiguo alla chiesa, e resta difeso da una tettoja.

In distanza di dieci minuti dal villaggio verso levante trovasi un nuraghe mezzo distrutto detto Su nuraghe de tres bias.

 
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