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Tiesi

TIESI, grossa terra della Sardegna nella provincia di Alghero, capoluogo di mandamento, sottoposto al tribunale di prima instanza di Sassari. Comprendeva-si nella curatoria di Cabudabbas, dipartimento dell’antico regno del Logudoro.

La sua posizione geografica è nella latitudine 40° 32', e nella longitudine occidentale dal meridiano di Cagliari 0° 24'.

Siede sopra i termini meridionali del monte Pèlao, prossimo all’angolo col lato di ponente, sopra un piccol pianoro, e resta riparato dall’austro, e dall’ostrosirocco per il monte di Kelemule, che dista m. 1, e da greco-tramontana per il monte Manno, che levasi sul piano del Pelao in forma bene distinta di cratere vulcanico, come è la medesima distinta nella sommità di quello di Kelemule. Altre due eminenze, Barrato e Peiga, lo coprono dal settentrione.

Rimanendo il paese scoperto dalle altre parti è molto ventilato.

Il suolo, dove stanno le abitazioni è secco, l’umidità è di rado sentita, solo ne’ tempi piovosi. È rarissima meteora la nebbia.

Vi nevica quasi in tutti gli anni, ma per poco, e il nevazzo è subito sciolto. Le tempeste devastatrici e spaventose sono così rare che fanno epoca.

Le vie del paese sono larghe e le più anche diritte. La Carrera manna (via grande), che traversa il paese, si incurva in semicerchio. Alcuni tratti delle medesime sono selciate, in altri la roccia servirebbe di lastrico, se fosse appianata, ed empita ne’ vacui.

Vi sono molte casette di bell’aspetto, e alcune abitazioni grandi, belle, comode e ben arredate.

La strada provinciale di Alghero, che si dirama dalla grande strada centrale nel punto di s. Maria di Cabuabbas, e passa per Tiesi, si sviluppa in questi dintorni in un modo, che non è facilmente giustificabile, perchè a mio credere sarebbesi risparmiato molto lavoro, se la linea si fosse condotta nella falda boreale del m. di Kelemule. Tiesi se gli sarebbe potuto unire per un piccol tratto di strada.

La detta strada provinciale serve in alcune parti per le passeggiate, massime dove essa procede nella valle di ponente in luogo ameno e riparato da’ venti freddi sino alla punta di Scala di rena, dove sgorga una fonte di limpida acqua perenne, e dove venendo la medesima dalla sua diramazione, passa presso la chiesa di s. Maria de Seunis, situata in luogo eminente e signoreggiante un’altra amenissima vallata, detta Valle Serena, piantata a viti, ad alberi fruttiferi e a specie ortensi.

Territorio di Tiesi. La sua superficie totale non eccede forse le 18 miglia, ponendo la sua maggior lunghezza di 6, e la larghezza compensata di 3. La figura è allungata, ristretta alle estremità di levante, allargata a quella di ponente. Il paese trovasi, dove i suoi confini sono gli uni agli altri più propinqui.

La superficie è piuttosto montuosa, e questo è evidente da che non si trovano bassi piani.

Ma i monti di Tiesi sono essi altipiani, che in un tempo formarono uno stesso suolo, o tavola. Noteremo i più cospicui fra essi, e primo fra gli altri

L’altipiano del Pelao, nella cui sponda, come abbiamo indicato, siede questo paese, e prossimi al medesimo i due piccoli pianori già nominati di sopra: quindi quello che è più vicino a questi dalla stessa parte, e dicesi m. de Gheja (monte de Ecclesia), perchè posseduto dalla chiesa del luogo (la parrocchiale).

Susseguono poi cinque pianori diseguali, ma paralelli anche per una quasi costante distanza reciproca comune.

Il primo è lungo 3/4 di miglio ed è molto sottile.

Il secondo meno lungo del precedente, ma un po’ men sottile.

Il terzo e il quarto neppure eguagliano il miglio.

Il quinto eccede il miglio e mezzo, ma esso pure ha come i precedenti un dorso pochissimo largo.

Il sesto è lungo miglia 2 1/2, ed è largo, dove più, 3/4 di miglio.

Il quinto sarebbe più lungo se non fosse un’interruzione tra esso e un pianoretto che tiene all’austro; come sarebbe pure del quarto, per altro piccol colle, che resta da lui separato alla stessa parte.

A ostro-sirocco del terzo e del quarto levasi il pianoro detto di Montemaggiore, nel quale apresi la famosa grotta, in cui ai centuplicati lumi delle fiaccole vinte le tenebre, si ammirano le più belle e bizzarre concrezioni calcaree.

Lascio il monte Miti che resta a miglia 1, e a greco del predetto pianoro, per considerar le valli.

La valle di settentrione, sulla quale appoggiano le loro pendici boreali i sei predetti altipiani, è lunga miglia 5, larga nella parte superiore 1, nella inferiore 1 1/2 inclinata a ponente-libeccio: quindi

Le vallate intermedie degli altipiani, larghe quasi tutte di un mezzo miglio.

Acque. Intorno all’abitato si hanno quattro sorgenti, e servono agli usi domestici. Forse sarebbe facile di condurne alcune in mezzo al paese, e formarvi una fontana pubblica; ma quel municipio è ancora lungi da provvedere al modo più facile e comodo, con cui i popolani possano satisfare ai loro bisogni.

Nelle altre regioni del territorio si trovano molto frequenti le vene di acque ottime, e alcune di una notevole copia, le quali generalmente vanno inutilmente disperse, come avviene di novecentonovantanove millesimi delle poche acque che scorrono per il dorso dell’isola. Forse un millesimo è di una ragione esagerata.

Il Tiesese è percorso nella linea ostro-settentrione per miglia 3 e più dal primo e più lontano rivo del fiume torritano. Le sue prime fonti sono nelle pendici contro greco del monte Ferulosu, che appellasi pure monte Rugiu alla sua estremità settentrionale.

Le altre acque di questo territorio, quelle segnatamente che discendono nella indicata valle settentrionale, formano il secondo de’ primi due rami del Temo, e voglio dire il ramo orientale, che si unisce all’occidentale dopo miglia 6 1/2.

Quelle fonti che versano da’ valloni degli stessi pianori verso ostro formano due altri rivi che costeggiano le ripe occidentali ed orientali di Monte-maggiore.

Nelle acque del primo rivo torritano, quando nel-l’estate si interrompe il suo corso, si prendono anguille eccellenti.

Ne’ tempi piovosi gonfiasi, e se non fosse per il ponte costruttovi dal comune i contadini non potrebbero andare ai loro lavori; in altri tempi erano ritenuti talvolta due o tre giorni.

In altri tempi certe regioni, dove ancora se ne ritrovano indizi, erano selve ghiandifere mescolate di specie cedue; ora in pochi punti vedonsi vegetare, riuniti in notevole numero, i ghiandiferi con gli olivastri e altri, dopo i continui incendiamenti che faceano i pastori, e l’arbitrio de’ tagli, che avevano tutti pagando pochi soldi per così dire.

Ne’ luoghi incolti i cacciatori possono trovare de’ daini e cinghiali, ma tante volte in tutta una giornata non possono prendere uno di questi capi. Le lepri e le volpi si trovano però dappertutto, come le pernici, i colombi selvatici, e molte altre specie. Si fanno caccie clamorose da brigate di cacciatori, e caccie mute da un solo che si appiatta nel luogo, dove la bestia passa nella notte per andare alla fonte o al pascolo.

Popolazione. Nel censimento del 1846 si dicono numerate poco avanti in Tiesi anime 2887, distribuite in famiglie 670 e in case 615.

Si notarono poi in uno ed altro sesso, ne’ vari periodi dell’età, le seguenti parziali:

Sotto gli anni 5, mas. 227, fem. 221; sotto i 10, mas. 211, fem. 188; sotto i 20 mas. 286, fem. 271; sotto i 30, mas. 186, fem. 193; sotto i 40, mas. 169, fem 176; sotto i 50, mas. 184, fem. 183; sotto i 60, mas. 94, fem. 122; sotto i 70, mas. 48, fem. 65; sotto gli 80, mas. 27, fem 22; sotto i 90, mas. 8, fem. 5; sotto i 100 mas. 1.

Si distingueva poi secondo la condizione domestica il totale de’ mas. 1441, in scapoli 879, ammogliati 520, vedovi 42; il totale delle femmine 1446, in zitelle 799, maritate 516, vedove 131.

 
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