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Talana

TALANA, villaggio della Sardegna nella provincia di Lanusei, compreso nel mandamento di Tortolì, sotto il tribunale di prima cognizione di Lanusei.

La sua situazione geografica è nella latitudine 41° 2', e nella longitudine orientale dal meridiano di Cagliari di 0° 23' 30".

Siede presso l’estremità meridionale della montagna Balori su la falda orientale, e resta difesa dal ponente e maestrale, esposta però agli altri, che vi spirano liberamente dai rimanenti punti dell’orizzonte.

Nell’inverno la temperatura è mite, e la neve di rado dura tre giorni a sciogliersi. Nell’estate vi è forte il calore, se il vento marino non lo mitighi.

Nel sito, dov’è il paese appena si sente l’umidità e vi si stende la nebbia, e quando ciò avviene egli è per nuvole basse che vengono dal mare e si arrestano sotto il ciglione del monte.

L’aria è senza infezione per corruzioni di acque stagnanti, che in quell’altezza e pendenza non possono essere.

Le vie dell’abitato sono irregolarissime per direzione e ampiezza, e quel che è peggio aspre e difficilissime. Si potrebbe però con l’industria rimediare a quest’ultimo difetto.

Le case sono costrutte di granito e per calcina serve l’argilla. Esse mancano di cortili. Sono tra le medesime e fuori alcuni piccoli orti, dove si coltivano le patate, alcuni legumi e varie specie ortensi.

Territorio. Nella sua lunghezza (linea ponente-levante) un pedone lo può percorrere in ore 9, nella larghezza in ore 4.

I paesi più vicini sono Ursulè, verso tramontana a miglia 3 1/2; Villanova-Strisaili verso ostro-libeccio a

m. 4; Triei verso greco-levante a m. 6 1/2. L’area superficiale si può calcolare in miglia quadrate 40.

Le montagne di Balori, che nella carta della Mar-mora scrivesi Allori, comincia al libeccio del paese a circa un miglio, e procede col suo giogo verso maestro-tramontana per miglia 2 sino alla punta, che dicono Bruncu de Balori, donde deflette a greco-tramontana per miglia 2 1/2 sino a Ursulè.

All’altra parte della valle verso levante, a poco più di miglia 2, corre paralella una catena di colline.

A ponente sono altre due valli per altre due montagne che successivamente si elevano, sebbene non paralelle.

L’ultima di queste forma valle col Gennargento.

Mineralogia. Questo territorio è abbondante di minerali. Trovasi una concrezione quarzosa con rame carbonato, che le dà l’aspetto di malachite, e trovasi pure il piombo solforato argentifero con zinco solforato in una roccia talcosa, onde si crede abbia estratto parte delle sue ricchezze certo Vicario Pisano, di cui si narrano maraviglie.

Il suddetto minerale suol essere accompagnato da una roccia da granati e talcosa.

Questa miniera trovasi nel luogo detto su Cipiri in distanza di un’ora ad ostro del paese, e sul pendio d’una montagna, al cui piè scorre un ruscello, che porta le sue acque al rio di Lozzorai, un po’ sopra di Orcesia. Il filone di galena a piccole faccette, mista all’anfibola ed alla blenda in una matrice talcosa, è incassato nel scisto micaceo, che sembra tagliarne uno più grande di un metro circa d’ampiezza ad angolo retto. Il minerale diede il 19 % in slicco, da cui si estrasse il 75 % in piombo ed once 4 4/5 d’argento per ogni quintale, peso di marco.

Trovasi altro piombo solforato con zinco solforato, ferro ossidato e granati.

Questa miniera si può riconoscere in Orcesia, in distanza di ore 2 a libeccio di Talana.

Il minerale è una galena di piccolissime faccette, mista di blenda e di ossido di ferro in una matrice di granati. Il filone è incassato nello scisto micaceo ed inclina a greco.

La sua ampiezza è di 3 a 4 metri, e potrebbe essere coltivata con tanto maggior vantaggio, in quanto che la sua ricchezza in argento è considerevole. Egli è vero che i campioni non han dato oltre il 3 % in slicco per mezzo della lavatura; ma oltrecchè non si è tenuto conto delle perdite cui si va soggetti in tale operazione, il minerale così lavato ha somministrato lo 74 % in piombo, da cui si sono ricavate once 16 d’argento per quintale, peso di marco.

Il filone pare essere stato messo allo scoperto per mezzo d’un effossione di 4 a 5 metri, fatta sul pendio d’una collina che ha 30 gradi d’inclinazione, come la maggior parte delle pendici orientali di quelle montagne. Siccome però questa ricerca è insufficiente per esaminarlo, fa d’uopo di lavori più vasti e più profondi.

La riduzione del minerale potrebbe operarsi nel sito, ove sono gli avanzi della fonderia stata incominciata nel 1767 per la fusione del ferro ossidulato di Arzana, mettendo in comunicazione questi due luoghi per una strada facile a praticarsi lungo il ruscello che scorre a piè della miniera, e che va in Lozzorai.

Noterò anche una miniera di ferro solforato in roccia quarzosa, nell’indicato luogo di Cipiri.

Anche questa pretendesi essere stata una delle sorgenti delle ricchezze del sunnominato Vicario.

Questo minerale essendo stato sottoposto all’esame, diede appena un lievissimo indizio di argento.

Finalmente indicherò un altro minerale di rame piritoso con pirite magnetica.

Acque. Sono in grandissimo numero le fonti, tutte di gran bontà, come sogliono essere quelle che escono da mezzo alle roccie granitiche, e alcune anche notevoli per copia.

Dentro l’abitato si aprono tre vene per i bisogni della popolazione.

Di quelle che trovansi nel territorio degne di particolar menzione, la fonte dess’azza de mesu, de aritzai, la Tupinaosa, Su scusorju, Gidiles, e Riu dessa funtana.

Nel luogo detto Sa paùle dess’ambisue vi è una paludetta.

Nella valle di Talana scende dalle vicinanze di Ursulè un fiumicello, nel quale si versano i rivoli delle pendici orientali di monte Balori. L’ultimo di questi e più meridionale scende da sotto il ciglione del monte e rade i confini meridionali del paese.

A scirocco-levante del medesimo, il detto rivo si volge in questa medesima direzione, e cresce di molti ruscelli che riceve alla sua sinistra provenienti dalle pendici di Monte Santo, opposte a ostro-libeccio.

Le acque della pendice occidentale del Balori nella metà meridionale procedono in due distinti rivi verso ostro, poi riunite a ponente di Villanova Strisaili vanno ad accrescere il primo rivo del Dosa, discendente da Cornobue.

Il bosco in molte parti è raro, in altre è folto. Gl’incendi e i tagli sgombrarono molti grandi tratti.

Le quercie e roveri si trovano difficilmente, così parimente i soveri. La specie che resta ancora numerosissima è la quercia elce, e se ne vogliono contare solo 80 mila ceppi. Questo numero sembra troppo minore del vero. Tra le specie ghiandifere sono mescolati perastri e olivastri, e i secondi molto più frequenti de’ primi.

Selvaggiume. Nelle parti superiori de’ monti trovansi i mufioni, nelle altre parti i cervi, i cinghiali, le volpi, e le lepri.

Degli uccelli grifagni vedonsi più sovente le aquile e gli sparvieri.

Degli uccelli cercati da’ cacciatori, le pernici, i tordi ecc., è gran quantità.

Popolazione. Nel censimento del 1846 si notarono in Talana anime 387, distribuite in famiglie 99 e in case 80.

Questo totale distribuivasi per sesso secondo le varie età nel modo seguente.

Si indicavano sotto i 5 anni, maschi 24, femmine 23; sotto i 10, mas. 25, fem. 26; sotto i 20, mas. 52, fem. 37; sotto i 30, mas. 40, fem. 30; sotto i 40, mas. 28, fem. 20; sotto i 50, mas. 18, fem. 23; sotto i 60, mas. 8, fem. 7; sotto i 70, mas. 14, fem. 16; sotto gli 80, mas. 1, fem. 1.

 
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